venerdì 3 febbraio 2017

RECENSIONE : Oggi Siamo Vivi di Emanuelle Pirotte - Casa Editrice Nord

Buongiorno Lettori! 
Oramai prossimi a lasciare da parte impegni e responsabilità per abbracciare il meritato fine settimana, desidero condividere con voi la mia recensione di un romanzo che non passa inosservato! 
Pur non presentando chiari riferimenti alla deportazione ebrea o alla cieca sopravvivenza nei campi di concentramento, percorre con travolgente realtà e passione due ruoli fondamentali, contrapposti e capaci di annullarsi a vicenda. La storia di amicizia di una bambina ebrea e di un soldato tedesco che - con forza e coraggio - la strappa ad un destino oramai segnato, inevitabile.
Sto parlando di Oggi siamo vivi di Emanuelle Pirotte per la Casa Editrice Nord che ringrazio per la copia digitale del romanzo.

« What difference does it make? Today we live! »

Non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino.
Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola... Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi...

Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 4

Oggi siamo vivi è la storia di due anime molto diverse, opposte e contrapposte secondo i dettami del tempo, ma inesorabilmente unite da un destino imprevedibile che li ha condotti sullo stesso impervio cammino. Una bambina ebrea – Renée – e un soldato tedesco – Mathias.

La storia prende vita e si evolve nell'atto conclusivo della Seconda Guerra Mondiale; quell'esatto momento storico che vede l’intrecciarsi inesorabile dello sbarco alleato in terra europea con l’inevitabile declino della oramai fragile potenza tedesca, destinata a dover prendere coscienza e piena consapevolezza del suo lento e forzato declino. Sarà proprio questa atmosfera di incertezza e immutabile paura a fare da sfondo ad una storia che si inserisce perfettamente – grazie ad uno stile linguistico diretto ed evocativo – in frammenti psicologici e umano altrimenti offuscati dalla storia e dalle sue naturali conseguenze.

« La parola ebreo costituiva un vero mistero... per quale motivo rendeva le persone a volte vigliacche, a volte coraggiose e fraterne. Era proprio tale aspetto ciò che assillava di più  Renée, la capacità di quella parola di suscitare sentimenti ed emozioni, la sua facoltà di mettere a nudo gli essere umani! » 

Emanuelle Pirotte – grazie a scelte stilistiche precise e ben strutturate – pone l’accetto proprio su questo aspetto, altrimenti tralasciato; è possibile che possa nascere un legame profondo, sincero e voluto tra un tedesco ed un ebrea, tra il lupo e la sua preda, tra il carnefice e la sua vittima?
Rimarcando a più riprese le caratteristiche personali e più intime dei due protagonisti, l’autrice spinge chiaramente il lettore a porsi delle domande, conducendolo al centro di una storia che non può che coinvolgere, emozionare ed affascinare, partendo proprio dai chiari risvolti psicologici. 
Ed è proprio questo che più ho amato di Oggi siamo vivi! 
Un racconto di amore e speranza che riesce a brillare con forza nella più violenta delle tempeste umane; nel vortice più pericoloso e dannoso di una pagina storica difficile da comprendere e da accettare.
Si incrociano pagine in cui tutto viene messo costantemente in discussione: Mathias - prendendo coscienza del progetto fallimentare della germania nazista - pone in dubbio quegli stessi dettami che un uomo baffuto e sempre lontano dall'azione, al sicuro nel suo bunker impenetrabile ha messo in mano a uomini violenti e senza scrupoli, condannando alla peggiore delle morti milioni di vittime innocenti senza colpe, se non quella di portare con sé il pesante fardello del diverso
Renée non è una bambina come le altre. Il suo giovanissimo passata l'ha messa di fronte agli orrori più indicibili commessi dall'essere umano, forgiando uno spirito ed un carattere non più fanciullesco, ma sorprendentemente adulto. La sua diretta schiettezza unita al porsi in maniera cinica nei confronti degli altri  e della vita stessa sono probabilmente le caratteristiche che maggiormente risaltano durante la lettura; le stesse che, forse, hanno spinto il giovane soldato tedesco a mettere seriamente a rischio la sua vita per salvare, proteggere ed accudire una bambina sconosciuta e incomprensibilmente inferiore. Una descrizione che fa a pugni con la personalità di Renée: dotata di una lucidità rigorosa tanto da sconcertare fin dal primo sguardo, dura con se stessa, incapace di negoziare con la realtà e di raccontarsi mezze verità, appassionata di storie, racconti e leggenda che percepiva come rimedi alla bruttura del mondo e, come il più classici dei paradossi umani, come riflesso abbagliante della sua incontrovertibile bellezza!

Nello sfondo di una guerra con un solo esito possibile, assistiamo al crescere di un'amicizia improbabile che si rafforza, giorno dopo giorno, di un legame silenzioso ed immutabile, incomprensibile e vitale come sono vive le contraddizioni che porta con sé, fatte di pensieri e parole taciute, ma conservate con timore e gelosi nel luogo più inaccessibile del proprio cuore. 
Un'amicizia che commuove. 
Un'amicizia che risplende in forza e perseveranza, spinta da un senso profondo di rispetto e sopravvivenza, monito che colpisce cuore e coscienza, assordante messaggio di amore, coraggio e rispetto perchè, a dispetto di quanti si ergono giudici della diversità, ognuno di noi è opposto al suo vicino per molte, moltissime e quasi impercettibili sfaccettature. 
Un romanzo che si dipana sotto i nostri occhi come un fiume in piena, portando con sé sentimenti ed emozioni che fanno parte del sentire comune. 
Oggi siamo vivi è il rumore di passi letali e conosciuti che conducono alla morte; è l'incertezza che risuona nel cuore come un segnale impossibile da ignorare; è il flebile sussurro di un bacio sfiorato, di una carezza improvvisa, di un abbraccio in grado di lenire ogni ferita. 

Cosa ne pensate, Lettori?
Oltre quanto scritto fino a questo momento, non posso fare altro che consigliare a tutti voi questa lettura che va oltre il tema della Shoah e dello sterminio nazista, capace di coinvolgere ogni senso, ogni emozione e sentimento umano! 
Cristina

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