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RECENSIONE : La Figlia Femmina di Anna Giurickovic Dato - Fazi Editore

Buongiorno Lettori! 
E' un esordio potete e disarmante quello che oggi cercherò di trasmettervi con la mia recensione su La Figlia Femmina di Anna Giurickovic Dato per Fazi Editore
Non mi sento di aggiungere altro ora perchè troverete tutto nelle parole che seguiranno, ma posso anticiparvi un consiglio che dovrete prendere di cuore e di pancia: correte in libreria! 

 « La Figlia Femmina è un romanzo che fa male, che ti serra il cuore in una morsa senza respiro; 
come un pugno dato in pieno stomaco, così, all'improvviso, senza avvertimento, 
senza che tu possa effettivamente prepararti a parare il colpo! »

Prezzo: 10.00€ | Pagine: 176
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia Maria nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio e incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo man mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli. Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia si innamora di un altro uomo, Antonio. Il pranzo organizzato dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia risveglierà antichi drammi...

Storia: 5 | Personaggi: 5 | Stile: 5 | Copertina: 5

Esce oggi per Fazi Editore “ La figlia femmina ” di Anna Giurickovic Dato.
Un romanzo crudo, doloroso e intenso capace di indagare nella profondità più intima dell’animo umano, rivelandone senza maschere e senza mai indorare la pillola quelle che sono le ombre più oscure, silenziose ed impronunciabili che giacciono silenti nel luogo più nascosto del nostro essere.

« ... eppure in qualche modo era rimasto bambino. Tutto questo strutturarsi era un proteggersi. La durezza, la minuziosa osservanza delle regole, erano la gabbia che si era costruito per fermare il mostro! »

Maria, figlia di un diplomatico italiano con sede a Rabat, in Marocco, e di una donna solare e perdutamente innamorata della sua famiglia, si trova al centro esatto di una storia assurda per quanto realistica di soprusi e di violenze, taciute – con viltà e codardia - dietro mutevoli e paterne carezze. Un’innocenza così violata proprio dall’uomo chiamato a difenderla, a proteggerla da ogni pericolo, ma quel pericolo si trovava lì, proprio al suo fianco, sorridente e silenzioso, in attesa del momento giusto per poter attaccare, come un serpente che si nasconde vile, in attesa della sua preda preferita.
La figlia femmina si costruisce su due distanti linee temporali. 
Ora troviamo un’adolescente, fiera e maliziosa, al posto di quella bambina, innocente e perduta. Crescendo Maria porta con sé un dolore intimo troppo difficile da rivelare, intenso ed impronunciabile. Così tutto in lei muta, a partire dal suo rapporto con l’altro sesso; un cambiamento che salta subito all’occhio del lettore nel momento stesso in cui la giovane incontra il nuovo compagno della madre, Antonio. Inizia un gioco pericoloso, fatto di sguardi e silenzi maliziosi, movimenti ammiccanti e ben studiati, capaci di inserirsi perfettamente negli spazi incerti che ogni uomo porta con sé; punti deboli che non possono rimanere indifferenti, né rimanere taciuti e dove la sorpresa si trasforma fin troppo velocemente in piacere e soddisfazione.

Onestamente – e lo scrivo con la massima schiettezza – non credo di aver mai letto nulla del genere prima d’ora! Scorrendo avidamente le pagine di un romanzo che ti entra inevitabilmente dentro la pelle, percorrendo con ferocia quella strada che lo divide dal cuore, ho provato ogni emozione possibile, passando da momento di rabbia e furia cieca ad altri di comprensione e timore verso chi, da complice silenziosa, si era trovata vittima della sua stessa cecità. 
Nessuno esce vittorioso da La figlia femmina: non il padre, ovviamente, che subisce la condanna più dolorosa e definitiva, frutto di azioni deprecabili che non hanno nulla di umano e di paterno; non Maria che si ritrova vittima innocente del suo stesso amore, quell’amore incondizionato, cieco, inarrestabile verso il padre: il suo eroe, il cavaliere dall’armatura scintillante pronto a battersi contro ogni nemico per la sua bellissima bambina e che ora, proprio negli anni più belli e perfetti della vita, diventa carnefice e usurpatore di un’innocenza perduta, che nessuno potrà mai e poi mai restituirle. 
E neppure Silvia, la madre, cieca ed incosciente, incapace di rendersi conto dell’atrocità in atto all'interno di quelle mura placide ed intatte che risuonano forti dai deboli e continui segnali di una bambina che non poteva comprendere quello che le stava accadendo e perché; in attesa di una mano, di un aiuto, di un conforto che solo lei, la sua amorevole mamma, sarebbe stata in grado di dare!

« Lo sguardo languido sembra invitare lo spettatore a godere, gli occhi vogliono apparire ingenui, candidamente inoffensivi, ma è come se un pensiero sporco balenasse per pochi istanti sul suo viso.. »

Lo stile adottato dalla scrittrice vive intensamente di queste emozioni che ci vengono trasmesse nella loro più potente intensità senza mediazioni, senza intermediari, ma arrivando al suo lettore in tutta la sua cieca forza, dolorosa ed inaccettabile. E’ un romanzo che fa male, che ti serra il cuore in una morsa senza respiro; come un pugno dato in pieno stomaco, così, all'improvviso, senza avvertimento, senza che tu possa effettivamente prepararti a parare il colpo!
I personaggi che incontriamo durante la narrazione ci vengono descritti con precisione e massima cura, frutto di un talento che risuona chiaro in ogni sfaccettatura del romanzo come potente e disarmante, ponendo sotto i riflettori le mancanze di ognuno, sottolineandone difetti e punti deboli, lasciando in penombra gli aspetti positivi che, almeno in questo caso, rendono la storia ancora più dolorosa, umana, reale. La figlia femmina presenta un perfetto mix di racconto e indagine in grado di conferire alla lettura un potere di dialogo, diretto e sincero, con il suo lettore, senza remore o ripensamenti; il ritrovarsi naturalmente al centro della storia, osservando ogni movimento - come una pellicola in piena evoluzione -  è stata per me un'esperienza letterario a 360°!

Non posso che consigliarvi la lettura di La Figlia Femmina e fare i miei più sinceri complimenti ad un’autrice, vera e coraggiosa, in grado di portare, nero su bianco, una realtà sociale che troppo spesso preferiamo ignorare, girandoci dall’altra parte, non volendo vedere quello che, in una quotidianità perfetta vestita di imperfezione, sta distruggendo la vita di vittime innocenti! C’è rabbia, c’è ingiustizia, c’è tensione tra le pagine di questo romanzo; c’è l’inevitabilità della vita, del fare i conti con essa e con i propri errori, convivere con i rimorsi e i rimpianti, giorno dopo giorno, in un gioco doloroso che non può essere taciuto fatto di scelte e conseguenze, silenzi e reazioni.

Quali sono le vostre impressioni, Lettori?
Quali reazioni vi ha lasciato La Figlia Femmina? Potrebbe fare al caso vostro?
Ringrazio la Fazi Editore per la copia in anteprima. 
Cristina

2 commenti

  1. Sincera ed emozionante la tua bellissima recensione :) Ho letto anch'io questo romanzo duro e crudele, ho provato mille emozioni e tanta malinconia.Hai ragione quando scrivi che tutti i protagonisti sono perdenti e tuttavia rappresentano un male presente nella nostra società. Romanzo coraggioso che merita di essere letto.

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    Risposte
    1. Grazie mille *_* Sono d'accordo con te, merita di essere letto! Una lettura doverosa, ma decisamente fin troppo attuale!

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