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CUORI IN VIAGGIO : PRESENTAZIONE BLOGTOUR


Buongiorno Lettori! 
In questo ultimo giorno di Gennaio voglio presentarvi un'occasione imperdibile per immergervi nel romance contemporaneo e come non farlo nel mese più romantico dell'anno?
Il mese di Febbraio - grazie ad una bellissima iniziativa organizzata da Leryn di Libera tra i Libri - sarà completamente dedicato a romanzi che ci hanno fatto battere il cuore; 28 storie d'amore che i Blogger partecipanti condivideranno con i lettori attraverso 28 dolcissime recensioni tutte da scoprire, giorno dopo giorno!

Siete pronti a vivere un mese ad alto tasso romance?
Ecco il calendario di Cuori in Viaggio; i titoli saranno una sorpresa da scoprire insieme ♥

25 febbraio


LeggendoViaggiando
26 febbraio


Liberi di scrivere
28 febbraio


Il cibo della mente

Domani il primissimo appuntamento con Le Lettrici Accanite; io, invece, vi aspetto il 21 Febbraio con un romanzo dolcissimo di una delle regine del romance internazionale

Cosa ne pensate, Lettori?
Vi incuriosisce questo viaggio sui binari dell'amore?
Non vi resta altro che segnare e seguirci in questo progetto naturalmente zuccherato...
Cristina
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RECENSIONE : La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia

Buongiorno Lettori! 
Siamo oramai giunti alla fine di questo mese di Gennaio circondati di tante belle novità letterarie tra cui proprio questa che si è rivelata una lettura sorprendente ed emozionante, poetica ed affascinante.
Sto parlando di La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia edito Mondadori.

Edit: La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia è uno dei 6 finalisti del Premio Bancarella 2017.

« Accomodatevi, Lettori, a capotavola di una storia capace di convincere ed affascinare perchè, 
sorseggiando distrattamente un calice di fruttato Nebbiolo, troverete anche un pezzo di voi 
tra le pagine di un romanzo che parla direttamente al cuore... »

LA LOCANDA DELL'ULTIMA SOLITUDINE di Alessandro Barbaglia
Prezzo: | Pagine: 
Finalista al Premio Bancarella 2017.
Libero e Viola si stanno cercando.
Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio.
Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che lì e solo lì, in quella locanda arroccata sul mare costruita col legno di una nave mancata, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo. Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Da anni scrive lettere al padre, che lui non legge perché tempo prima, senza che nessuno ne conosca la ragione, è scomparso, lasciandola sola con la madre a Bisogno, il loro paese.
Ed è a Bisogno, dove i fiori si scordano e da generazioni le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano il compito di accordarli, che lei comincia a sentire il peso di quell'assenza e la voglia di un nuovo orizzonte.

Mi sono approcciata a questo romanzo con il gusto dell’autentica sorpresa.
Non conoscendo le opere precedenti dell’autore mi sono lasciata letteralmente trasportare dalla sua prosa poetica e comunicativa, quasi cullata da una corrente ritmica e rinfrescante capace di portare con sé messaggi chiari e diretti, nascosti dietro una eco di meraviglia e stupore.

« E' tutta in legno, la Locanda, alterna le pareti scure alle finestre piene di luce 
da cui entra sempre un po' di vento. E' fatta di poche stanze e una sola certezza: se sai arrivarci, 
facendo tutto quel sentiero al buio che ci vuol poco a perdersi, quello è il posto più bello del mondo! »

La locanda dell’ultima solitudine si presenta come un racconto onirico, intenso ed appagante, capace di fluttuare attraverso mondi fantasiosi e realtà così vicine a noi permettendo al suo lettore di costruire quasi naturalmente una forte empatia ed inevitabile connessione con i suoi protagonisti e le sue umane emozioni, catturati da un paesaggio incantevole ed artistico, vivo come una tela appena compiuta.
Protagonisti del romanzo sono Libero e Viola
Due persone, due vite e due anime che si cercano senza realmente cercarsi, che si aspettano – anno dopo anno, errore dopo errore – senza comprenderne realmente la ragione!
Libero vive nella Grande Città, in un appartamento interamente blu e completamente vuoto. 
E’ un uomo che ama le attese, non ne sente mai il peso, ma, anzi, ne vive intensamente ogni singolo momento. Ecco perché non suona affatto strano - o ben poco convenzionale - al lettore la sua decisione di prenotare un tavolo – in realtà l’unico disponibile – alla Locanda dell’Ultima Solitudine esattamente 10 anni dopo la sua chiamata del 2007. 

« Nella vita, anche le cose migliori, quelle che sembrano andare 
sempre per il verso giusto, sono giuste perchè qualcuno le aggiusta, continuamente. 
E non si potrebbe aggiustare nulla, nella vita, se prima non si fosse rotto.. »

Viola, invece, vive nella cittadina di Bisogno insieme alla madre, Margherita, accordatrice di fiori, nella Casa del Petalo con una stanza per urlare dove ogni abitante di Bisogno sa di poter sfogare liberamente, senza giudizio ed essere giudicato, ogni sofferenza e personale frustrazione. Viola in quella piccola realtà di provincia si sente in gabbia, intrappolata in una vita che le sembra già scritta nelle parole definitive della madre e in quel dono di accordare i fiori, sentirne la voce e riconoscere ogni sussurro tra migliaia di molti altri. Lei si sente uno spirito libero, sa di non appartenere a quel luogo, non completamente. 
E’ nelle lettere indirizzate al padre – scappato da casa per ragioni a lei sconosciute – che Viola rifugia ogni pensiero più nascosto insieme a quel radicato desiderio di fuggire lontano, vedere il mondo e meravigliarsi di ogni sua più piccola sfaccettatura. A ben pensare, forse, la vera protagonista di questa storiain grado di accomunare da punti di vista e ragioni diverse ogni lettore – è proprio la Locanda dell’Ultima Solitudine; il luogo perfetto in cui ogni uomo e donna rifugiarsi dalla vita, da ogni sua mancanza o incolmabile assenza.
Una locanda scavata nello scoglio e nel mare come una nave mancata che si affaccia sul blu più intenso della notte, regalando ai suoi ospiti un’atmosfera unica e difficilmente replicabile. Sta tutta lì la magia di quella locanda: l’esserci arrivati in cerca di qualcosa o con la consapevolezza che quel qualcosa è stato, infine, ritrovato! 
Un solo tavolo, al centro della sala, occupa il piccolo ed accogliente spazio che si aprirà dinanzi ai vostri occhi, confusi e meravigliati, con due sedie a fare da singolare ornamento. Ma non preoccupatevi se giungerete soli in quel luogo sperduto perché non c’è compagnia migliore del silenzio; quel silenzio che copre ogni rumore, forte e intenso, testimone di una vita che solo voi, nell'angolo più nascosto del cuore, avete vissuto e compreso, a cui aggrapparvi con autentica determinazione fino alla fine... Un silenzio che, tra queste pagine, non può che essere familiare! 
Ed è un silenzio che non non porta con sé sentimenti di abbandono e solitudine, ma momenti perfetti di vita ed esistenza insieme ad ogni meravigliosa sfumatura che colora indomabile la nostra quotidianità.

Incontrare La Locanda dell'Ultima Solitudine si è rivelato - fin dalle primissime battute - un viaggio intimo, personale e terapeutico sotto molti punti di vista; mi sono lasciata trasportare dalle sue ondate di curiosa introspezione, affascinata dai suoi personaggi ben smussati e con caratteristiche quantomai peculiari fino ad approdare alla soglia della sua porta, invitante ed inevitabile, un ultimo passo da affrontare con leggerezza di cuore e spirito per prendere piena consapevolezza di ogni istante lasciato indietro.
Ciò che mi ha conquistato senza dubbio è lo stile linguistico che Alessandro Barbaglia non tradisce mai, conferendo alla lettura la forza di un dialogo intenso, sincero e diretto con il suo lettore, legato a doppio filo ad una storia che parla di persone sconosciute e di luoghi mai visitati, ma che racconta un po' di sé e di noi attraverso una prosa che naturalmente è capace di convincere ed incantare.

E voi, Lettori, cosa ne pensate? Chi invitereste a La Locanda dell'Ultima Solitudine?
Io, come Libero, la mia scelta credo proprio di averla già fatta..
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ANTEPRIMA #5 : L'Isola di Alice di Daniel Sánchez Arévalo - Editrice Nord

Buongiorno Lettori! 
Oggi voglio presentarvi un'anteprima che darà inizio ad un mese di Febbraio decisamente ricco ed intrigante: L'Isola di Alice di Daniel Sánchez Arévalo. Una storia piena di suspense, in cui nulla è come sembra, scaturita dalla penna di un autore che sa dare vita a personaggi complessi e sorprendenti e che ha conquistato i lettori e la critica di tutto il mondo.
L'Isola di Alice - diventato in breve tempo un clamoroso bestseller internazionale - arriva anche in Italia grazie alla Casa Editrice Nord il prossimo 9 Febbraio, pronto a conquistare i lettori e a lasciare il segno anche nel panorama italiano!

« Sai dove inizia una bugia... ma non sai dove ti porterà la verità! »

Titolo Originale: La Isla de Alice | Traduzione: Patrizia Spinato
Prezzo: 16.90€ | Pagine: 496
Un minuto dopo la mezzanotte, il mondo di Alice va in frantumi
Un attimo prima lei era a casa, serena, in attesa che Chris tornasse da Yale, dove si era recato per un importante incontro di lavoro. Un attimo dopo il telefono squilla e una voce gentile le annuncia che suo marito è morto in un incidente d'auto. E, all'improvviso, Alice si ritrova sola con una figlia di sei anni e un'altra in arrivo. A poco a poco, però, un'altra informazione si fa strada fra il dolore e lo sconcerto: quella voce gentile ha detto che la macchina di Chris non era nei pressi di Yale, bensì da tutt'altra parte, sulla strada che porta a Robin Island, un’isoletta vicino a Nantucket. Perché Chris le ha mentito? Cos'altro le ha tenuto nascosto? Possibile che il loro matrimonio fosse una menzogna? Alice ha bisogno di risposte e sa di poterle trovare solo su Robin Island. Quindi abbandona tutto, si trasferisce sull'isola e comincia a indagare. Ma ben presto si renderà conto che, in quella piccola comunità, tutti hanno dei segreti e che le bugie sono come massi che la stanno trascinando in un abisso di ambiguità e tradimenti. 
Un abisso in cui Alice rischia di annegare…

Daniel Sánchez Arévalo è nato a Madrid nel 1970.
Ha iniziato a lavorare nel cinema alla fine degli anni '90, prima come sceneggiatore, per poi esordire alla regia nel 2006. A suo dire, però, il suo film più bello è L'isola di Alice, suo primo romanzo e finalista del premio Planeta 2015. Dal romanzo, ha tratto il cortometraggio Queimafobia - vincitore della Espiga de oro alla Settimana del Cinema di Valladolid.
Cristina
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[ GIORNATA DELLA MEMORIA ] Recensione : La Ragazza dei Fiori di Vetro di Tilar J. Mazzeo - Piemme

Buongiorno Lettori! 
Nel giorno della ricorrenza internazionale in commemorazione delle vittime dell'Olocausto - in coincidenza con la liberazione sovietica del campo di Auschwitz nel 1945 - voglio parlarvi di La Ragazza dei Fiori di Vetro,  una biografia autentica e storicamente ricercata intorno alla figura di Irena Sandler, donna cristiana e polacca che, insieme a fidati amici e collaboratori, ha costruito - tra le mura di una distrutta e violata Varsavia - una rete di conoscenze e aiuti volti alla liberazione di migliaia di bambini ebrei rinchiusi entro i confini del Ghetto. Una cronaca di storie personali, incontri fortuiti, sacrifici e perdite che hanno contraddistinto una piccola e fondamentale parte di storia polacca che non può e non deve in nessun caso essere dimenticata!


Erano ormai migliaia i nomi scritti su sottili cartine da sigaretta. 
Una lista di oltre 2.000 nomi di bambini ebrei con accanto le identità false che li avrebbero salvati. Da quando i nazisti avevano creato il ghetto di Varsavia, Irena aveva convinto i loro genitori ad affidarglieli per nasconderli presso famiglie cattoliche o conventi in tutta la città e la campagna. A guerra finita l'archivio, come lo chiamava lei, sarebbe servito a restituire ai bambini la loro identità... Solo lei poteva decifrare quegli elenchi e se le fosse successo qualcosa, tutto sarebbe andato perduto. Mentre l'auto si avvicinava alla sua lugubre destinazione, Irena pensava che doveva farcela, l'aveva promesso a quei genitori che erano saliti sui treni per Treblinka con l'unico sollievo di aver messo in salvo i loro figli. Ancora non sapeva che solo quell'esercito di bambini indifesi e nascosti poteva salvarla!

Storia: 4 | Personaggi: 3 | Stile: 4 | Copertina: 4

Oggi, 27 Gennaio, si celebra la Giornata della Memoria in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Memoria indelebile che chiama a gran voce ognuno di noi a non dimenticare, a riflettere, a leggere e a domandarsi come ed in che modo sia stato possibile permettere l’eccidio di milioni di innocenti nella silenziosa connivenza del mondo intero! 

« ... bisognava portarli nella zona ariana perchè il ghetto era diventato un inferno. I bambini morivano per la strada, per ordine di Hitler e di Himmler, e con la connivenza del mondo intero! »

In questo particolare giorno, desidero parlarvi di un libro che è diretta testimonianza di una storia di coraggio e sacrificio, di resistenza e umanità taciuta per molti anni, nascosta al pubblico da regimi che si sono susseguiti in una terra, come quella polacca, che ha vissuto soprusi, violenze ed ingiustizie come nessun’altra. Sto parlando di La ragazza dei fiori di vetro di Tilar J. Mazzeo; un libro storico e parzialmente romanzato che, con uno stile cronachistico e reale, riporta nero su bianco la storia di Irena Sendler, una donna polacca e cattolica che, insieme ad amici e collaboratori, ha salvato - durante l'occupazione nazista - circa 2.500 bambini da un destino inevitabile e definitivo.

In questo romanzo viene ricostruita tutta la vita di Irena – dove non mancheranno lati oscuri ed umani difetti – che ne evidenziano, con forza e determinazione, ogni passo coraggioso ed ogni sua impavida decisione nel voler mettere a rischio la sua stessa vita per salvare quella di bambini innocenti, ma anche uomini e donne rinchiusi come bestie dentro i confini del Ghetto di Varsavia. 
Irena ci viene descritta come una ragazza poco più che ventenne, sorridente e minuta; testarda ed irriducibile, incapace di mettere da parte la propria coscienza di fronte ad un'ingiustizia che il mondo non poteva non vedere! Da semplice attivista di una resistenza nata tra i banchi della Libera Università di Varsavia, Irena divenne, in poco tempo, idealista e responsabile di un'organizzazione - composta da ariani, cattolici, comunisti ed ebrei - che, sfruttando a proprio vantaggio conoscenze personali e punti deboli dell' invasore, riuscì a costruire una rete, in continua espansione, attraverso cui far uscire dal Ghetto centinaia e centinaia di bambini, portandoli così in salvo dal proprio destino, scritto e segnato in un lontano studio di Berlino. Storicamente, nelle pagine di La ragazza dei fiori di vetro, ripercorriamo il percorso evolutivo di una città invasa dal nemico, costretta a progressive e più incisive limitazioni di quelle libertà fondamentali che, per anni, saranno solo un lontano e sperato miraggio. Vivremo assiduamente accanto ad Irena, conoscendo, angolo per angolo, vita dopo vita, il Ghetto con i suoi personaggi, immersi nel dolore e in scelte inevitabili, con i suoi segreti, i suoi cunicolo scavati nell’oscurità della notte e nomi di persone che non si sono mai arrese, che hanno lottato contro la Bestia, mettendosi in gioco ad un prezzo molto alto, ma risplendendo di quell’umanità che sembrava essere oramai andata perduta.

Non aspettatevi nulla di romanzato tra le righe di un libro che chiama il suo lettore ad un approfondimento non esclusivamente storico, ma anche intimo e morale. Se davvero “ per non dimenticare ” possa diventare qualcosa di più di una semplice speranza, è necessario affrontare ogni dettaglio, comprendere ogni decisione, confrontarsi proprio con quelle personalità che hanno permesso, negli anni più bui della nostra storia contemporanea, di intravedere quell’accecante barlume di speranza che non può e non deve mai andare perduta! Tra questi troviamo Irena. Irena e i suoi amici, Irena e la sua organizzazione, Irena e i suoi collaboratori che, come un uomo solo, si sono dedicati ad una missione difficile, pericolosa e dolorosa sotto molteplici punti di vista.

Non posso che consigliarvi la lettura di La ragazza dei fiori di vetro
Negli ultimi anni, in modo particolare, mi sono interessata alla lettura attorno alla tematica dell'Olocausto e dell'epurazione condotta dal regime nazista incrociando, con risvolti più o meno positivi, vari romanzi capaci di raccontare parti diverse di una comune storia e mettendone sotto i riflettori alcune particolari sfaccettature. In questa occasione, invece, scorrendo sotto i miei occhi un'autentica testimonianza di vita e sacrificio quotidiani, mi sono ritrovata a subire consapevolmente un flusso interminabile di emozioni che andavano dalla rabbia allo sgomento, passando dalla gratitudine ad un vigore crescente. 
Reazioni che, credo, inevitabili se legate ad una riflessione che investe anche i giorni nostri; quando tutte quelle parole, quegli attacchi, quelle assurde colpe addossate al popolo ebraico vengono attualmente rivolti ai diversi e all'estraneo con una facilità ed una superficialità disarmante. 
Prima di diffondere il #pernondimenticare credo sia fondamentale puntare lo sguardo sulla realtà più vicina a noi, su una quotidianità che, giorno dopo giorno, sembra pericolosamente virare verso sentimenti di odio aberrante ed ingiustificabile. 

E voi, Lettori, cosa ne pensate?
Avete letto o leggerete qualche romanzo sulla Shoah?
Lasciatemi le vostre reazioni ed impressioni a caldo nei commenti.. 
Cristina
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RECENSIONE : La Figlia Femmina di Anna Giurickovic Dato - Fazi Editore

Buongiorno Lettori! 
E' un esordio potete e disarmante quello che oggi cercherò di trasmettervi con la mia recensione su La Figlia Femmina di Anna Giurickovic Dato per Fazi Editore
Non mi sento di aggiungere altro ora perchè troverete tutto nelle parole che seguiranno, ma posso anticiparvi un consiglio che dovrete prendere di cuore e di pancia: correte in libreria! 

 « La Figlia Femmina è un romanzo che fa male, che ti serra il cuore in una morsa senza respiro; 
come un pugno dato in pieno stomaco, così, all'improvviso, senza avvertimento, 
senza che tu possa effettivamente prepararti a parare il colpo! »

Prezzo: 10.00€ | Pagine: 176
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia Maria nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio e incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo man mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli. Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia si innamora di un altro uomo, Antonio. Il pranzo organizzato dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia risveglierà antichi drammi...

Storia: 5 | Personaggi: 5 | Stile: 5 | Copertina: 5

Esce oggi per Fazi Editore “ La figlia femmina ” di Anna Giurickovic Dato.
Un romanzo crudo, doloroso e intenso capace di indagare nella profondità più intima dell’animo umano, rivelandone senza maschere e senza mai indorare la pillola quelle che sono le ombre più oscure, silenziose ed impronunciabili che giacciono silenti nel luogo più nascosto del nostro essere.

« ... eppure in qualche modo era rimasto bambino. Tutto questo strutturarsi era un proteggersi. La durezza, la minuziosa osservanza delle regole, erano la gabbia che si era costruito per fermare il mostro! »

Maria, figlia di un diplomatico italiano con sede a Rabat, in Marocco, e di una donna solare e perdutamente innamorata della sua famiglia, si trova al centro esatto di una storia assurda per quanto realistica di soprusi e di violenze, taciute – con viltà e codardia - dietro mutevoli e paterne carezze. Un’innocenza così violata proprio dall’uomo chiamato a difenderla, a proteggerla da ogni pericolo, ma quel pericolo si trovava lì, proprio al suo fianco, sorridente e silenzioso, in attesa del momento giusto per poter attaccare, come un serpente che si nasconde vile, in attesa della sua preda preferita.
La figlia femmina si costruisce su due distanti linee temporali. 
Ora troviamo un’adolescente, fiera e maliziosa, al posto di quella bambina, innocente e perduta. Crescendo Maria porta con sé un dolore intimo troppo difficile da rivelare, intenso ed impronunciabile. Così tutto in lei muta, a partire dal suo rapporto con l’altro sesso; un cambiamento che salta subito all’occhio del lettore nel momento stesso in cui la giovane incontra il nuovo compagno della madre, Antonio. Inizia un gioco pericoloso, fatto di sguardi e silenzi maliziosi, movimenti ammiccanti e ben studiati, capaci di inserirsi perfettamente negli spazi incerti che ogni uomo porta con sé; punti deboli che non possono rimanere indifferenti, né rimanere taciuti e dove la sorpresa si trasforma fin troppo velocemente in piacere e soddisfazione.

Onestamente – e lo scrivo con la massima schiettezza – non credo di aver mai letto nulla del genere prima d’ora! Scorrendo avidamente le pagine di un romanzo che ti entra inevitabilmente dentro la pelle, percorrendo con ferocia quella strada che lo divide dal cuore, ho provato ogni emozione possibile, passando da momento di rabbia e furia cieca ad altri di comprensione e timore verso chi, da complice silenziosa, si era trovata vittima della sua stessa cecità. 
Nessuno esce vittorioso da La figlia femmina: non il padre, ovviamente, che subisce la condanna più dolorosa e definitiva, frutto di azioni deprecabili che non hanno nulla di umano e di paterno; non Maria che si ritrova vittima innocente del suo stesso amore, quell’amore incondizionato, cieco, inarrestabile verso il padre: il suo eroe, il cavaliere dall’armatura scintillante pronto a battersi contro ogni nemico per la sua bellissima bambina e che ora, proprio negli anni più belli e perfetti della vita, diventa carnefice e usurpatore di un’innocenza perduta, che nessuno potrà mai e poi mai restituirle. 
E neppure Silvia, la madre, cieca ed incosciente, incapace di rendersi conto dell’atrocità in atto all'interno di quelle mura placide ed intatte che risuonano forti dai deboli e continui segnali di una bambina che non poteva comprendere quello che le stava accadendo e perché; in attesa di una mano, di un aiuto, di un conforto che solo lei, la sua amorevole mamma, sarebbe stata in grado di dare!

« Lo sguardo languido sembra invitare lo spettatore a godere, gli occhi vogliono apparire ingenui, candidamente inoffensivi, ma è come se un pensiero sporco balenasse per pochi istanti sul suo viso.. »

Lo stile adottato dalla scrittrice vive intensamente di queste emozioni che ci vengono trasmesse nella loro più potente intensità senza mediazioni, senza intermediari, ma arrivando al suo lettore in tutta la sua cieca forza, dolorosa ed inaccettabile. E’ un romanzo che fa male, che ti serra il cuore in una morsa senza respiro; come un pugno dato in pieno stomaco, così, all'improvviso, senza avvertimento, senza che tu possa effettivamente prepararti a parare il colpo!
I personaggi che incontriamo durante la narrazione ci vengono descritti con precisione e massima cura, frutto di un talento che risuona chiaro in ogni sfaccettatura del romanzo come potente e disarmante, ponendo sotto i riflettori le mancanze di ognuno, sottolineandone difetti e punti deboli, lasciando in penombra gli aspetti positivi che, almeno in questo caso, rendono la storia ancora più dolorosa, umana, reale. La figlia femmina presenta un perfetto mix di racconto e indagine in grado di conferire alla lettura un potere di dialogo, diretto e sincero, con il suo lettore, senza remore o ripensamenti; il ritrovarsi naturalmente al centro della storia, osservando ogni movimento - come una pellicola in piena evoluzione -  è stata per me un'esperienza letterario a 360°!

Non posso che consigliarvi la lettura di La Figlia Femmina e fare i miei più sinceri complimenti ad un’autrice, vera e coraggiosa, in grado di portare, nero su bianco, una realtà sociale che troppo spesso preferiamo ignorare, girandoci dall’altra parte, non volendo vedere quello che, in una quotidianità perfetta vestita di imperfezione, sta distruggendo la vita di vittime innocenti! C’è rabbia, c’è ingiustizia, c’è tensione tra le pagine di questo romanzo; c’è l’inevitabilità della vita, del fare i conti con essa e con i propri errori, convivere con i rimorsi e i rimpianti, giorno dopo giorno, in un gioco doloroso che non può essere taciuto fatto di scelte e conseguenze, silenzi e reazioni.

Quali sono le vostre impressioni, Lettori?
Quali reazioni vi ha lasciato La Figlia Femmina? Potrebbe fare al caso vostro?
Ringrazio la Fazi Editore per la copia in anteprima. 
Cristina
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W..W..W.. WEDNESDAY #4

Buongiorno Lettori! 
Anche in questa settimana sono varie le letture da condividere con voi; romanzi molto diversi con tematiche anche distanti, ma accomunate dai sentimenti e dalle emozioni che naturalmente scaturiscono dalle loro pagine e che ricoprono il ruolo di assolute ed incontrastate protagoniste...

WHAT ARE YOU CURRENTLY READING?
CHE COSA STAI LEGGENDO?


La Locanda dell'Ultima Solitudine di Alessandro Barbaglia è un romanzo che mi sta appassionando, pagina dopo pagina. Un racconto quasi onirico che racconta sprazzi di vita attraverso un simbolismo efficace e diretto, in grado di creare un'immediata empatia con i suoi personaggi. 
Una lettura che mi sta piacevolmente sorprendendo e di cui sarò felice di parlarvi il 30 Gennaio nel consueto appuntamento con il Domino Letterario di questo mese. 
La ragazza dei fiori di vetro è, invece, la mia seconda lettura sulla tematica della deportazione ebrea; il racconto sincero e reale di una donna coraggiosa, fiera ed impavida, che ha condotto alla salvezza migliaia di bambini innocenti. Troverete la recensione il 27 Gennaio.

WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING?
COSA HAI APPENA FINITO DI LEGGERE?


Le ultime letture terminate in questi giorno sono indubbiamente molto diverse tra di loro, anche se hanno in comune la forza incontrovertibile dei sentimenti più nascosti e puri che esplodono con vigore tra le rispettive pagine! In La figlia femmina, ad esempio, viviamo con estrema crudezza il racconto di una tragedia personale, di un tradimento silenzioso e codardo, capace di travolgere un'innocenza oramai perduta. Troverete la recensione online giovedì 26 gennaio. Una mattina di ottobre, invece, è un romanzo tipicamente familiare che racconto l'amore più puro e incondizionato sullo sfondo della deportazione ebrea e, in particolare, quella romana nella mattina del lontano 16 ottobre 1943. [ Leggi la Recensione! ]

WHAT DO YOU THINK YOU'LL READ NEXT?
COSA PENSI LEGGERAI IN SEGUITO?

 

Domani inizierò la lettura di Oggi Siamo Vivi di Pirotte Emanuelle - ringrazio la Casa Editrice Nord per la copia digitale del romanzo - una storia sul potere del cambiamento, della forza e del coraggio anche nel momento più buio e terribile della storia dell'umanità; poi sarà il turno di Il Suggeritore di Donato Carrisi.

Cosa ne pensate, Lettori? Avete letto qualche titolo tra quelli proposti?
Lasciatemi nei commenti le vostre letture... 
Cristina
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RECENSIONE : Una Mattina Di Ottobre di Virginia Baily - Editrice Nord

Buongiorno Lettori!
Vi è mai capitato di lasciare indietro un romanzo per troppo tempo e, conclusa la lettura, chiedervi il motivo di una così lunga attesa? Questa è la mia storia personale con Una mattina di ottobre di Virginia Baily per Casa Editrice Nord che, dopo un lungo anno di silente sosta nello stesso scaffale della medesima libreria, è arrivato finalmente tra le mie mani, letto durante poche notti di questo gelido gennaio e pronta ora a condividere con voi la mia contrastante opinione.

Prezzo: 14.90€ | Pagine: 407
L’alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell’istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico... Quando sbuca in un piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all'improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Sono passati trent’anni dal rastrellamento del ghetto di Roma, e all’apparenza Chiara conduce un’esistenza felice. Abita in un bell'appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, Chiara si rende conto che è arrivato il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo...

Storia: 4 | Personaggi: 3 | Stile: 4 | Copertina: 3

Un solo sguardo può cambiare la vita di una persona, complicarla, travolgerla e sconvolgerla in quei pochi secondi di contatto visivo che sembrano durare un’eternità, scavare nel profondo e bussare al centro esatto del cuore. Lo sa bene Chiara Ravello, giovane ragazza romana con un passato ed un presente difficile da sostenere, che per uno strano gioco del destino decide, nella frazione di una silenziosa richiesta di aiuto, di prendere con sé Daniele Levi, il minore dei figli di una famiglia ebrea prossima ad essere deportata nel lontano e definitivo campo di concentramento di Auschwitz.
Una mattina di ottobre racconta proprio il rapporto ostile e tormentato che legherà per sempre queste due giovani ed innocenti vite, fatto di rimpianti e taciuti dolori, di paure e oscuri silenzi, di parole sussurrate e accuse urlate in faccia, fatte di odio, di incomprensioni e di vecchi rancori. 
Sfondo dell’intera vicenda è sicuramente la deportazione nazista, anche se non sarà mai punto focale del romanzo – come magari potrete facilmente individuare in altri contesti letterari – perché quello che vi ritroverete a sfogliare, con curiosità sempre crescente, è la storia del più puro amore incondizionato, quello che indissolubilmente lega una madre al proprio figlio e che qui raggiunge un livello ancora più intenso, doloroso e profondo in quel sacrificio istintivo e gratuito che rappresenta una svolta improvvisa da cui è impossibile tornare indietro!

La narrazione di Una mattina di ottobre si sviluppa su due diverse linee temporali passando impercettibilmente tra quel passato 1943 al presente; ora Chiara è una signora di circa sessanta anni con le sue certezze, con i suoi immancabili vizi e con un taciuto dolore legato alla scomparsa di quel figlio che, forse, ha perso per sempre! Crescere Daniele non è stata una passeggiata: superati i primi silenzi, il rancore visibile nei suoi innocenti occhi e la sua ferma incapacità di creare un legame fisico con quella donna che non riconosceva come madre, si sono aggiunti i problemi legati all'abuso di alcol e di droga, il vizio del gioco d’azzardo e la sua stessa incolumità che lo hanno portato, forzato o meno dalla mano di terzi, ad allontanarsi dall'unica famiglia che aveva mai conosciuto. 
Un destino con cui Chiara aveva imparato a convivere fino ad una telefonata capace, come quello sguardo scambiato molti anni prima, di sconvolgere la sua vita, ancora una volta! 
Dall'altra parte della cornetta c’è Maria, una ragazzina gallese timida e risoluta, che - in continue ed incerte mezze frasi in un italiano un po’ stentato - porta con sé una verità difficile da ignorare: Maria è la figlia di Daniele! Da quel momento ogni volontà di Chiara di non spalancare quella porta oramai sprangata, di non aprire quella ferita difficilmente cicatrizzata vengono inevitabilmente meno dal momento che proprio la risoluta Maria, degna figlia di un padre ribelle e testardo, riesce a strappare una piccola promessa ad una donna che nemmeno conosce: essere ospitata per qualche tempo nella stessa casa vissuta dal padre, lì a Roma, per poter finalmente far luce su un passato che le era stato taciuto per troppo tempo! Maria non sa quale legame profondo legasse Chiara con quel padre mai conosciuto, non conosce il dolore e quella stretta al cuore che la donna prova ogni volta che la giovane, con la normale noncuranza della sua età, pronuncia quel nome ad alta voce; un nome che per Chiara significa sbagli e rimpianti, lontani ricordi e onnipresenti illusioni.
Sarà proprio il tempo e la convivenza a portare con sé ogni risposta: nel bene e nel male, tutte le domande troveranno la loro via per essere rivelate in quella che si presenta come una narrazione intensa e profonda, intima in ogni sua più piccola sfaccettatura, in grado di catturare il lettore al centro esatto di una tela incompiuta fatta di emozioni, di sentimenti, di vita!

Devo ammettere con voi che, scegliendo di acquistare oramai un anno fa Una mattina di ottobre, mi ero fatta una certa idea del suo contenuto; credevo di trovare tra le sue pagine una storia legata a senso unico con la deportazione, con la Shoah e con l’eccidio nazista, partendo proprio da quella notte del 16 ottobre 1943. Quindi, di certo, non mi aspettavo una storia tipicamente familiare e atipicamente d’amore, ma con la stessa certezza posso anche dirvi di non esserne uscita delusa! 
Quello che mi ha indubbiamente affascinato, oltre al talento diretto e comunicativo della Baily che emerge in ogni pagina di questo romanzo, sono i personaggi che – con una precisa e tagliente caratterizzazione – si prendono il loro spazio, ricoprendo ruoli ben delineati, descritti e indubbiamente peculiari. 
Tra tutti, forse, quello che più ha catturato la mia attenzione è proprio quel personaggio che non si palesa mai, fisicamente parlando, durante la narrazione: Daniele Levi in tutte le sue comprensibili complessità riesce a raggiungere naturalmente e catturare, di conseguenza, l’attenzione del lettore, amplificandone ogni azione, ogni scelta, ogni errore e ogni tentata redenzione. 
Fin da bambino, grazie ad una scrittura piacevole e coinvolgente, Daniele riesce in quei piccoli gesti a entrare in diretto contatto con il suo lettore che rimane da lui affascinato e conquistato, anno dopo anno, creando quella naturale empatia che spinge ognuno di noi a giustificarne azioni e comportamenti a causa di un passato che, da vittima innocente quale è, certo non aveva meritato. 
Strappato dalle braccia di una madre che l’odio umano non gli aveva permesso mai di conoscere e di vivere come ogni figlio dovrebbe fare, Daniele cresce nella consapevolezza di un’assenza che Chiara tenterà sempre di colmare con tutte le sue forze, con tutto quell’amore che solo una donna è capace gratuitamente di dare, subendo poi il vivo rimpianto di non esserci, in fondo, mai riuscita!

Pur presentando alcuni punti eccessivamente descrittivi o che potevano essere tralasciati - non fondamentali al fine stesso della trama - il finale di Una mattina di ottobre ha stretto il mio cuore in una morsa che non avevo previsto. Emozioni che difficilmente possono essere descritte in semplici parole, mi sono ritrovata a sfogliare le pagine conclusive di questo romanzo con una lacrima, calda ed improvvisa, fare breccia su un sorriso appena accennato. Un romanzo che mi sento di consigliarvi se siete alla ricerca di una lettura profonda ed intensa, intima e familiare, in grado di coinvolgere ogni emozione umana dalla più splendente e coraggiosa alla più oscura ed egoistica. 

E così si conclude la mia opinione sul primo romanzo della Giornata della Memoria, aspettando la recensione di La Ragazza dei Fiori di Vetro online il prossimo 27 Gennaio. 
Ma voi, Lettori, cosa ne pensate di questo romanzo?
Avete letto o in programma di leggere libri sulla tematica?
Lasciatemi le vostre impressioni nei commenti.. 
Cristina
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ANTEPRIMA #4 : La Scelta Decisiva di Charlotte Link - Corbaccio - L'Autrice sarà in Italia il 30 Gennaio

Buongiorno Lettori!
Diamo il via ad una settimana decisamente intensa con un'imperdibile anteprima targata Corbaccio insieme a Charlotte Link; la regina del thriller psicologico, infatti, conferma ancora una volta il suo indiscusso talento con un romanzo avvincente, inquietante e sorprendente.
La scelta decisiva si dimostra in grado di conquistare ancora una volta i suoi affezionati lettori, intrappolandoli in una morsa fatta di pagine ricche di pathos, intrigo e mistero.

IN LIBRERIA DAL 26 GENNAIO
Prezzo:
18.60€ | Pagine: 428
Voleva solo essere d’aiuto.
Non sapeva che la sua decisione gli avrebbe cambiato la vita.
Simon sceglie di passare le vacanze di Natale con i figli, nella casa al mare del padre, cedendo ancora una volta all'ennesima richiesta della ex moglie e mettendo alla prova per l’ennesima volta la pazienza della sua nuova compagna. Non solo: i piani all'ultimo momento saltano, e lui si ritrova da solo in un paese nel Sud della Francia, vuoto, triste e piovoso. Incerto sulle prossime mosse, Simon passeggia sulla spiaggia sotto l’acqua quando si imbatte in un alterco fra due uomini e una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon, quasi suo malgrado, le offre ospitalità. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo da cui cercherà di uscire seguendo le tracce, macchiate di sangue che conducono fino a Sofia e a un’altra ragazza: Selina. Sullo sfondo di una Francia ferita, in cui si respira ancora l’odore acre della paura degli attentati, le storie di persone apparentemente lontanissime fra loro, per un incredibile inanellarsi di eventi, si intrecceranno in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza, in una Bulgaria povera e disperata.

Charlotte Link è una delle scrittrici tedesche più affermate.
Nata nel 1963, Charlotte Link è la regina dello psicothriller che ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo e 1 milione solo in Italia.

CHARLOTTE LINK IN ITALIA
INCONTRA I SUOI LETTORI A MILANO!

Appuntamento imperdibile: Lunedì 30 Gennaio ore 18.30 al Mondadori Megastore 
Spazio Eventi 3° Piano in Piazza Duomo a Milano.

Come molti di voi probabilmente oramai avranno capito da tempo, sono una lettrice ossessiva del genere thriller: quello puro, quello intenso, quello cerebrale e viscerale in ogni sua più piccola sfaccettatura. Ecco perchè La scelta decisiva mi incuriosisce da pazzi! 
E voi, Lettori, cosa ne pensate?
Andrete all'incontro con la Link? Cosa mi dite dei suoi lavori?
Cristina
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[ SAGGISTICA ] I Figli dei Nazisti di Tania Crasnianski - Bompiani - Giornata della Memoria

Tania Crasnianski - attraverso un saggio crudo e reale - riporta ai suoi lettori pagine di storia da un opposto punto di vista, rispetto a quello che siamo abituati a leggere, sentire raccontato e vedere con i nostri stessi occhi, anno dopo anno. Un saggio che racconta in otto storie esemplari la vita dei figli dei fedelissimi di Hitler, nati tra il 1927 e il 1944 e vissuti in un'infanzia dorata, garantita loro da padri pressoché onnipotenti! Molti di loro hanno scoperto la verità sui proprio genitori solo dopo la fine della guerra. Le reazioni sono state le più diverse: c'è chi, come la figlia di Himmler, ha dedicato la propria vita alla riabilitazione della figura paterna o chi, come il figlio di Höss, è diventato un fiero negazionista; ma anche chi, come Rolf Mengele, ha deciso di cambiare il proprio cognome per non tramandare ai figli la vergogna, o chi ha scelto la via della fede, diventando missionario o convertendosi all'ebraismo.

« Gudrun, Edda, Martin, Niklas e gli altri... 
Figli di padri che si chiamano Himmler, Goring, Hess, Frank, Bormann, Höss, Speer e Mengele.
Cresciuti nel silenzio, sono le figlie e i figli dei criminali che hanno scritto 
il capitolo più buio della nostra epoca. Le loro storie, però, non coincidono con la Storia! »

IN LIBRERIA DAL 25 GENNAIO
Prezzo:
18.00€ | Pagine: 268
Per alcuni di loro Hitler era lo zio Adolf e i sinistri consessi delle SS un caldo ambiente familiare. Si chiamano Himmler, Göring, Hess, Frank, Bormann, Höss, Speer e Mengele. Cresciuti nel silenzio, sono le figlie e i figli dei gerarchi nazisti che hanno scritto il capitolo più buio della nostra epoca. Nati tra il 1927 e il 1944, sono stati bambini come gli altri solo in apparenza. Hanno vissuto infanzie dorate al riparo dalla guerra, in case protette o sul massiccio dell’Obersalzberg, vicino allo chalet del Führer, ed erano ancora giovanissimi quando la Germania capitolò, sconvolgendo le loro vite. Nessuno di loro seppe mai la verità direttamente dai genitori: la appresero solo dopo la guerra. Con una prosa accattivante e rigorosa, priva di giudizi morali, questo libro racconta le loro vite, i rapporti familiari e affettivi, percorsi drammatici segnati da scelte radicali, talvolta inaspettate, mai neutre. Alcuni si sono sentiti amati dai genitori, soprattutto i figli maschi e le figlie uniche come Gudrun Himmler, Edda Göring o Irene Rosenberg. Queste ultime, divenute donne, sono rimaste vicine a posizioni filonaziste e hanno finito per vivere nel culto del padre. Altri, come Rolf Mengele, figlio dell’“angelo della morte”, hanno deciso di cambiare cognome per non tramandare ai figli la vergogna. C’è chi ha scelto la via della fede, diventando missionario o convertendosi all’ebraismo. Tutti sono accomunati dalla gravosa eredità che sono stati obbligati a gestire: con una
società che li ha moralmente ripudiati, con i propri cari e soprattutto con se stessi.

Tania Cransnianski è un avvocato penalista, franco-tedesca e con origini russe.
Vive tra la Germania, Londra e New York. I Figli dei Nazisti è il suo primo libro.

Un libro che permette di entrare in punta di piedi nelle pagine storiche più dolorose dell'umanità contemporanea, passando attraverso ricordi e memorie dei figli dei criminali nazisti che hanno condannato a sevizie inumane e morte milioni di vittime innocenti. 
Cristina
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[ UFFICIO STAMPA ] Nasce una nuova realtà editoriale: Always Publishing debutta con Kristen Callihan

Buongiorno Lettori! 
Torno a farvi compagnia anche nel fine settimana con un annuncio davvero interessante che sono certa non potrà lasciarvi indifferenti; ogni giorno ci troviamo di fronte ad articoli più o meno ufficiali che sventolano come una bandiera di cui si dovrebbe andare fieri l' editoria italiana è in crisi, ma è davvero così? Sembra proprio di no visto che, proprio oggi, sono qui a segnalarvi la nascita di una nuova e intraprendente realtà editoriale: la Always Publishing.


TUTTO IL ROMANCE CHE RIUSCITE A IMMAGINARE... IN ARRIVO PER VOI!

« Always Publishing è una nuova casa editrice, nata dalla passione particolare per la letteratura femminile di un gruppo di giovani donne animate dalla voglia di innovazione e cambiamento del genere romance in Italia. Alla base del nostra visione editoriale, c’è la missione di portare tra le mani delle lettrici italiane tanti nomi del romance americano che sin ora abbiamo solo sognato e ammirato. 
Nomi grandi, come scoprirete, ma anche autrici protagoniste delle ultime tendenze in fatto di romance. Il tutto realizzato con la massima cura in ogni particolare: traduzioni accurate, editing adeguato, copertine all'ultimo grido. Questo è il nostro sogno, che stiamo realizzando per voi. 
Ma il nostro sguardo non è rivolto solo oltreoceano! Siamo infatti alla ricerca di nuovi talenti nostrani da affiancare alle nostre big del romance. Troverete i romanzi delle edizioni Always Publishing sia in formato digitale che cartaceo in tutti i principali store online, nonché nelle principali librerie d’Italia grazie ad una rete di distribuzione capillare. »

LA NOSTRA MISSION: DARE ALLE LETTRICI DI GENERE ROSA 
QUELLO CHE DAVVERO DESIDERANO LEGGERE! 

« Per saperne di più e rimanere aggiornato sulle novità del nostro catalogo, visita il nostro sito ufficiale 
[ http://www.alwayspublishingeditore.com ] oppure vieni a trovarci sui nostri profili social [ Facebook | Instagram | Twitter »

E le sorprese non sono certamente finite qui...

IL DEBUTTO ITALIANO DI KRISTEN CALLIHAN

Siamo lieti di annunciarvi che la serie Game On dell’autrice New York Times, USA Today Bestseller e due volte vincitrice dell’RT Reviewers Choice Award, Kristen Callihan arriverà in Italia con Always Publishing Editore. La pubblicazione del primo volume, The Hook Up, è prevista per il 2017.
Uno sport romance capace di catturare il lettore dalle primissime righe con uno stile originale e scorrevole, impreziosito di sarcasmo ed ironia e una sensualità coinvolgente. Un romanzo mai banale, che descrive accuratamente il mondo del football e alcune tematiche importanti, senza perdere per questo brio e leggerezza. Con due protagonisti indimenticabili come l'indipendente ed ostinata Anna e il dolcissimo quarterback Drew, abbiamo tutti gli ingredienti per un libro che arriva dritto al cuore.

« Se stai cercando una lettura romance che ti faccia sospirare, sudare e sorridere... 
allora hai decisamente trovato il libro per te! »

Le regole: niente baci sulla bocca, niente notti insieme, non parlarne con nessuno, e soprattutto.. non innamorarti. Anna Jones vuole solo finire il college e capire cosa fare della sua vita. Innamorarsi del quarterback Drew Baylor non è certamente sulla sua lista di cose da fare. Affascinante e sicuro di sé, vive la sua vita sotto i riflettori ed è fin troppo attraente. Se solo riuscisse ad ignorare i suoi sguardi di fuoco e smettere di pensare alle cose sexy e perverse che potrebbe fare con lui. Facile, no? Peccato che lui sia determinato a farle infrangere ogni regola... Il Football è stato generoso con Drew. Gli ha dato fama, due Campionati Nazionali e un trofeo Heisman. Ma quello che lui veramente brama è la suscettibile ma sexy Anna Jones. Il suo senso dell’umorismo tagliente e l’evidente noncuranza per la sua fama lo infiammano come nient’altro sa fare. Ma c’è un problema: lei lo ha rifiutato. Senza appello. Finché un incontro casuale non sfocia nel sesso più bollente della loro vita e nella possibilità di qualcosa di meraviglioso. Sfortunatamente, Anna vuole rimanere solo la conquista di una notte. Adesso sta a Drew riuscire a tentarla per avere qualcosa di più: più sesso, più soddisfazione, più tempo con lui. Finché lei non sarà conquistata per davvero. È un bene che Drew sia un esperto su come vincere una partita. Tutto è lecito in amore e nel football.. inizia la partita!

« Niente in questa storia è prevedibile, tutto è semplicemente perfetto, oltre ad essere scritto in maniera fenomenale. È stata una delle letture più rinfrescanti e toccanti in cui mi sia imbattuta. 
Fa un favore a te stessa e lascia che questo libro dia una scossa al tuo mondo! » 

Kristen Callihan è un’autrice perché non c’è nient’altro che preferirebbe essere.
Ha vinto un RITA Award e due RT Reviewer’s Choice Award. I suoi romanzi si sono guadagnati recensioni stellate da Publishers Weekly e dal Library Journal e hanno conquistato la classifica dei bestseller  di USA Today e del New York Times. Il suo primo romanzo Firelight ha ricevuto il Seal of Excellence di RT Magazine ed è stato nominato Miglior Libro dell’anno dal Library Journal, Miglior Libro della Primavera 2012 da Publisher’s Weekly e Miglior Romanzo Rosa del 2012 da ALA RUSA.

Non resta che far partire il conto alla rovescia :)
Cristina
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[ FOCUS ] Giornata della Memoria - Proposte Editoriali 2017 [ Sperling & Kupfer | BookMe | Rizzoli | Casa Editrice Nord ]

Buongiorno Lettori! 
Sono fermamente convinta che ognuno di noi - e in particolare le ultime generazioni - sia chiamato a percorrere la tortuosa strada della curiosità e della conoscenza; percorso che passa inevitabilmente attraverso la lettura di storie vissute, dolori subiti ed emozioni provate in quella che viene ricordata come la pagina più buia e profonda della nostra fragile umanità.
Ecco perchè torno a presentarvi altri titoli - in occasione della prossima Giornata della Memoria - tra i numerosi romanzi che ci vengono presentati sotto chiavi di lettura diverse dalle maggiori case editrici.
Questi, appunto, sono le proposte che mi hanno maggiormente colpito sulla Shoah e lo sterminio nazista!

IN LIBRERIA DAL 24 GENNAIO
Prezzo:
19.90€ | Pagine: 420
Rita Feuerstahl ha solo vent'anni quando, nel 1935, si iscrive alla Facoltà di Legge di Cracovia, vuole la libertà, vuole l’amore, non presta attenzione ai venti di guerra che soffiano in tutta Europa. Sarà la Storia a trascinarla nel suo turbine. Rita dovrà adattarsi in fretta: fugge da una fabbrica dove gli ebrei sono costretti ai lavori forzati, adotta una falsa identità, entra sotto copertura nel cuore della Germania nazista, in possesso di un segreto che potrebbe mettere a repentaglio molte vite oltre la sua, oppure cambiare le sorti del conflitto. Nella storia di Rita, una donna coraggiosa mossa dall'istinto di sopravvivenza e dalla ricerca di un figlio che teme di aver perduto per sempre, rivivono le sorti di tante persone comuni, eroi per caso che la Storia non ricorda ma che nell'anonimato e nel dolore hanno fatto la Storia.

Prezzo: 14.90€ | Pagine: 320
Adam Kulakov è il proprietario di una grande fabbrica di giocattoli a Melbourne, in Australia. 
Il suo stile di vita di seduttore e bugiardo incallito non ricalca propriamente i valori incarnati dal nobile patriarca. Sì, perché suo nonno Arkady - eroe scampato ai campi di sterminio nazisti, fondatore dell'impresa di famiglia e colonna della società - ha davvero una storia eccezionale alle spalle: quella di un uomo che, sprofondato nel male più assoluto, scopre la sua vocazione costruendo piccoli, rudimentali giocattoli per i bambini di Auschwitz, e così facendo trova la forza di non soccombere.
In un vertiginoso gioco di rimandi tra passato e presente, Liam Pieper disegna un ritratto senza sconti delle ipocrisie, delle contraddizioni delle calcolate amnesie così tipiche del nostro tempo.

Prezzo: 20.00€ | Pagine: 266
La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata.
Moretto a Roma se lo ricordano ancora. Il suo vero nome è Pacifico di Consiglio e nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la vita di Moretto, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938.
Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma.
Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti.

Prezzo: 16.40€ | Pagine: 304
Dicembre 1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica.
E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida a loro la piccola. Tuttavia quei due soldati hanno solo le divise americane. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste. Arrivati in una radura, Hans prende la pistola e spinge la bambina in avanti, in mezzo alla neve. Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo va oltre Hans e si appunta su Mathias. È uno sguardo profondo, coraggioso. Lo sguardo di chi ha visto tutto e non teme più nulla. Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve, con un lampo d’incredulità negli occhi. Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Incontreranno persone generose e feroci, amorevoli e crudeli. Ma, soprattutto, scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi…

Cosa ne pensate, Lettori?
Quale romanzo vi incuriosisce di più tra quelli proposti?
Nel fine settimana inizierò la lettura proprio di Oggi Siamo Vivi di E. Pirotte della Casa Editrice Nord insieme a La Ragazza dei Fiori di Vetro per Piemme. Ringrazio le CE per la copia digitale e cartacea dei romanzi. Troverete le recensioni online la prossima settimana.
Cristina
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[ ANTEPRIMA ] Remember Un Amore Indimenticabile di Ashley Royer - De Agostini

Buongiorno Lettori! 
Il fenomeno Wattpad - che ha portato in Italia romanzi come Bad Boy e la serie di After - torna a bussare alla vostra porta grazie al giovanissimo talento di Ashley Royer, autrice di Remember Un Amore Indimenticabile dal 31 Gennaio in tutte le librerie e stores digitali.
Se avete sospirato tra le pagine di After e avuto sonni agitati dopo la lettura di Bad Boy non potrete certamente lasciarvi scappare Remember, un romanzo intenso e coinvolgente con tutte le carte in regola per far breccia nei vostri cuori, scommettiamo?

IN LIBRERIA DAL 31 GENNAIO
Prezzo:
14.90€ | Pagine: 320
Dopo una tempesta arriva sempre il sereno. Levi ne è convinto. 
Per tutta la vita ha osservato la pioggia e ha rincorso gli arcobaleni, credendo ciecamente nel lieto fine. 
Ma un giorno tutto è cambiato: il giorno in cui la sua ragazza è morta in un terribile incidente. 
Da quel momento il temporale l’ha inghiottito, e la luce non è più tornata. 
Così Levi ha smesso di parlare. Preoccupata per lui, la madre gli propone 
di prendersi una pausa e di raggiungere il padre, in Maine. 
Levi non ha voglia di lasciare l’Australia, ma ancor di più non ha voglia di lasciare i propri ricordi. 
Alla fine però decide di partire. E sarà proprio dall'altra parte del mondo che 
Levi incontrerà Delilah, il suo arcobaleno.

Ashley Royer ha diciassette anni e frequenta un liceo a nordi di Boston, Massachussetts. Scrive su Wattpad da quando aveva tredici anni e le sue storie hanno guadagnato più di trenta milioni di fans. 
Remember è il primo romanzo che viene pubblicato anche in cartaceo, nonchè vincitore del Premio Wattys 2014: il riconoscimento per il miglior talento letterario su Wattpad. 

[ Ashley su Wattpad ]


Cristina
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SCRITTORI EMERGENTI #3 : Unbreakable Hearts di Ella Smith

Buongiorno Lettori!
Il week-end porta con sé un nuovo appuntamento con la rubrica settimanale dedicata agli #scrittoriemergenti, ospitando la scrittrice Ella Smith insieme al suo primo romanzo fantasy Unbreakable Hearts che trovate disponibile nei maggiori stores digitali.

« La nostra natura non ce lo permette, siamo troppo poco privi di amore verso gli altri e di troppo amore per noi stessi per poter vagamente pensare di poter relazionarci sul serio con gli umani. 
Siamo dei mostri, calcolatori e avidi che con il tempo hanno camuffato i loro istinti e perfezionato la menzogna per non morire.. ancora. Siamo vampiri. »

ACQUISTA UNBREAKABLE HEARTS!
Prezzo: 2.99€ | Pagine: 145
C'è sempre stato un alone di innocenza attorno ad Estella Fray, nonostante il suo mondo sia tutto tranne che innocente. Suo padre, i suoi amici e lei stessa, appartengono ad un mondo oscuro dove la morte e la vita sono solo una linea sottile che puntualmente viene superata per poter sopravvivere.
Estella è un vampiro, vive a New York; Kit è il figlio del vampiro che per primo si è ribellato al regno di Hanry, Benjamin. Da allora, l'odio e il desiderio di vendetta hanno sempre intaccato i loro rapporti. Ma quando un giorno, una nuova minaccia spunta dall'ombra con la chiara intenzione di uccidere Hanry e Benjamin, Kit ed Estella non hanno altre alternative se non quella di sposarsi. Vincolati da un contratto e costretti a convivere per dimostrare una pace che in realtà è lontana dalle loro reali intenzioni, scopriranno che i loro cuori non sono così infrangibili come credevano.

Ella Smith è una scrittrice emergente. 
Classe 1990, ha scelto di utilizzare uno pseudonimo per il suo primo libro; fin da bambina, ha sempre avuto un amore smodato per le parole. Vive in Italia con la famiglia e il suo amico peloso. 
Cristina
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[ ANTEPRIMA GIUNTI ] Golden Years di Ali Eskandarian

Buongiorno Lettori! 
Oggi voglio presentarvi un romanzo in anteprima che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica all'estero; in arrivo nel nostro Paese tra pochissimi giorni e di cui si parla già molto nei social in queste ore! Il The Guardian descrive Golden Years come « un romanzo ammaliante e commovente. Un romanzo beat che richiama a gran voce Sulla Strada di Kerouac e Le Mille Luci di New York di McInerney » di Ali Eskandarian che troverete in libreria dal 25 Gennaio per la casa editrice Giunti.

IN LIBRERIA DAL 25 GENNAIO
Prezzo:
17.00€ | Pagine: 224
Nel novembre 2013, a Williamsburg, Brooklyn, il cantautore di origine iraniana Ali Eskandarian, poco più che trentenne, viene ucciso insieme a due membri del gruppo rock The Yellow Dogs
Il killer, un musicista legato alla band da un rapporto di amicizia e rivalità, dopo aver fatto irruzione nell'appartamento con un fucile d’assalto, si suicida. Nei mesi precedenti a questo tragico evento, Ali stava discutendo con il suo amico olandese Oscar van Gelderen, editore, del romanzo semi autobiografico su cui aveva appena finito di lavorare. Golden Years è questo romanzo. Ambientato ai giorni nostri tra New York, Teheran e Dallas, Golden Years racconta la storia di un gruppo di giovani musicisti iraniani che sognano di sfondare in America. Squattrinati e affamati, mentre come cani randagi si aggirano per le strade provando ogni tipo di droga e passando da un letto all'altro, i protagonisti di Golden Years sono esuli romantici che tentano di resistere alla durezza dell’Occidente facendo del rock la loro religione. Narrato in forma quasi diaristica dalla voce rabbiosa e struggente di Ali, questo straordinario romanzo on-the-road dipinge a tinte forti la disillusione e l’orgoglio giovane di vivere ai margini di una società ottusa e di un capitalismo arrogante e senz'anima.

“ Una volta, ai bei tempi andati, eravamo in un gruppo insieme, quando avevamo tutti una luce davanti agli occhi che splendeva nel buio, prima delle infinite calamità, disgrazie e identità fraintese, quando ci credevamo davvero e non avevamo paura di nulla. In quegli anni d’oro, di latte e di miele, di navi da costruire per andare chissà dove, dei domani senza rimpianti, nessun pentimento, e se tutto crolla ricominciamo da capo, il vento in faccia e tra i capelli, l’odore dell’oceano lontano, il sole sopra di noi, 
ogni filo d’erba perfettamente a posto, andando avanti, sempre avanti. ”

Ali Eskandarian ( 1978-2013 ) è nato a Pensacola, Florida. E' cresciuto a Teheran durante la rivoluzione iraniana. Con la famiglia ha trovato asilo politico in Germania prima di trasferirsi a Dallas, in Texas, dove Ali ha trascorso la sua adolescenza, per poi spostarsi a New York. 
E' stato musicista, cantautore e scrittore.
Cristina
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