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RECENSIONE : Il Bambino Ombra di Carl-Johan Vallgren

Buongiorno Silenziosi Lettori. 
Sono felicissima di condividere con voi la recensione di Il Bambino Ombra - primo capitolo della serie firmata dalla penna di Carl-Johan Vallgren - che inaugura la collaborazione del Blog con  il sito www.thrillernord.it dove potete trovare moltissime recensioni e curiosità sul mondo scandinavo, italiano e internazionale del genere thriller. Ringrazio Thriller Nord per la copia digitale del romanzo.

In una calda giornata estiva, un bambino di sette anni scompare miteriosamente in un'affollata stazione della metropolitana di Stoccolma. Una donna sconosciuta dal sorriso gentile lo prende per  mano e sale con lui le scale che portano al treno, ma quando il padre raggiunge il binario, della donna e di suo figlio non c'è più traccia. Molti anni più tardi, ormai adulto, anche il fratello di quel bambino, Joel Klingberg, sembra essersi improvvisamente dissolto nel nulla. In cerca di aiuto che la polizia non le vuole dare, la moglie decide di rivolgersi a Danny Katz, un vecchio amico di Joel dei tempi del servizio militare. Danny - quarantaquattro anni, ex interprete al ministero degli Esteri, ex traduttore e programmatore di software alla Difesa, ed ex tossicodipendente - è una sorta di nerd delle lingue e dell'informatica che gestisce una modesta agenzia di traduzione. Pur ritenendo che per cercare un imprenditore scomparso la sua competenza in fatto di lingue slave e siti russi pirata non sia poi così fondamentale, in nome della vecchia amicizia decide di accettare l'incarico. Ma la strada che porta a Joel è piena di insidie e scavare tra i segreti della ricchissima famiglia Klingberg, potente dinastia di industriali, potrebbe costargli la vita. D'un tratto, Danny si ritrova all'interno di un ingranaggio diabolico, dove superstizioni caraibiche, strani oggetti dal significato occulto e un tocco di follia segnano il passo di un'indagine dal ritmmo trascinante, fino alla sorprendete rivelazione finale. 

Storia: 4 | Personaggi: 5 | Stile: 5 | Copertina: 4

La lettura de Il Bambino Ombra è stato il mio primo approccio con il genere thriller scandinavo che, in questi ultimi anni, ha riscontrato sia appunti positivi che negativi dal pubblico e dagli addetti al settore. Un approccio che, per quanto mi riguarda e a conti fatti, ha superato ben oltre le mie più rosee aspettative. Il thriller è da anni uno dei miei generi preferiti e, soprattutto nell’ultimo periodo, mi sono imbattuta in romanzi che di thriller presentavano esclusivamente la dicitura eccessiva in copertina, rivelandosi poi un’autentica delusione sotto ogni minimo punto di vista.
Il Bambino Ombra ha ridato il giusto significato ad un genere complesso nei suoi imprescindibili elementi che si presta fin troppo facilmente ad essere sottovalutato ed affrontato con incauta leggerezza dal suo stesso autore. Ovviamente, questo non è il caso di Carl-Johan Vallgren che, in questo primo capitolo della serie, riesce immediatamente a focalizzare ed attirare l’attenzione del suo lettore, portandolo senza troppi giri di parole al centro esatto della scena e conducendolo, poi, attraverso percorsi impervi e pericolosi che non lasciano mai la presa sulla mente del suo destinatario. 
La storia si dipana sotto gli occhi del lettore in tutta la sua complessità, senza mai spingersi oltre quel silente confine che potrebbe sfociare nel pericoloso perimetro dell’incomprensibilità. Si parte da lontano e da un misterioso e mai risolto rapimento di un bambino ad opera di una donna sconosciuta; tragico evento che spinge la famiglia Klingberg a percorrere un baratro senza fine che, anni dopo, porterà prima i genitori al suicidio per poi rivelarsi, anno dopo anno, attraverso strane ed inspiegabili coincidenze che sembrano legare le sventure della famiglia alla scomparsa di quel bambino venuto da lontano. Credo che il titolo di questo romanzo sia a dir poco emblematico: non conosciamo Kristoffer, ne apprendiamo solo pochi e distinti tratti fisici, ma è come se la sua presenza si estenda, pagina dopo pagina, durante l’intera narrazione, abbracciando ogni vicenda e sussurrando ad ogni personaggio, silenzioso ed impercettibile, esattamente come un ombra!

« E' come se si fosse lasciato dietro la sua ombra, aveva detto. 
Prova a immaginarlo, Katz: il corpo non c'è più, ma l'ombra è rimasta! »

Tornando al presente, la famiglia Klingberg si ritrova, ancora una volta, coinvolta in una misteriosa sparizione: Joel – fratello minore del bambino rapito – oramai adulto, scompare improvvisamente, lasciandosi dietro una strana e formale lettera con cui spiega la sua volontà di prendere le distanze sia dalla famiglia che dal suo lavoro. Proprio per questo motivo, le autorità non prendono in considerazione le parole della moglie Angela che spingono verso un’ipotesi di rapimento, accantonando l’avvenimento come un semplice allontanamento volontario. Questa presa di posizione lascia la donna nella più cieca disperazione e, non sapendo a chi altro rivolgersi, contatta Danny Katz – vecchio amico e compagno di studi di Joel – nonché l’unica persona di cui il marito si sia mai fidato!
Danny ci viene presentato dall’autore come un uomo complesso ed imprevedibile, portatore di un passato difficile da affrontare e da gestire. Ex tossicodipendente, condannato per vari reati minori e imputato di un’aggressione violenta nei suoi anni peggiori di cui, ancora, porta dentro di se tutte le conseguenze e le numerose cicatrici. E’ una specie di nerd delle lingue e dell’informatica, ex interprete al ministero degli Esteri ed ex traduttore e programmatore di software alla Difesa. Genio e sregolatezza creano un personaggio enigmatico ed affascinante, intrigante e pericoloso che, accettando il caso, si ritrova al centro esatto di una scena di cui non aveva ben calcolato tutte le incognite, ritrovandosi ben presto coinvolto in qualcosa ben più grande di lui. Tutto improvvisamente si ribalta e ogni più piccolo indizio lo inchioda come unico responsabile. La sua vita, ben presto, si trasforma in un’autentica lotta contro il tempo – e i numerosi imprevisti che inevitabilmente si presentano – per dimostrare la sua assoluta innocenza e completa estraneità ad ogni fatto. Eppure, non è facile. 
Davanti si ritrova un muro difficile da valicare fatto di vecchi rancori, misteriose scomparse, arcaiche superstizioni, lontani incontri e passate memorie di cui aveva perso ogni ricordo!

« Forse era solo questione di solitudine, una solitudine che lo avvolgeva sempre di più isolandolo dal resto del mondo e incapsulando ogni altra emozione: il lutto per la morte dei genitori, 
a frustazione per l'adolescenza gettata al vento e per quello che era successo a Eva Dahlman, 
il dolore per quella separazione improvvisa dopo la quale non si erano mai rivisti, 
la rabbia senza nome che si portava dentro da sempre.. »

In una vicenda parallela alle indagini di Katz assistiamo all’entrata in gioco di un nuovo personaggio che si scoprirà, capitolo dopo capitolo, indissolubilmente legato al protagonista maschile attraverso un passato oscuro e tormentato, costellato di dipendenze, rabbia e rancori mai veramente sopiti che, ancora oggi, si riflettono chiaramente nel suo carattere incostante e nel rapporto con la sua nuova vita. Eva lavora in polizia, madre di due bambini e moglie di un matrimonio oramai naufragato da tempo. Una donna che nasconde dietro la sua maschera di incerta indistruttibilità un passato doloroso e sconosciuto a molti, facilitato dall’aver cambiato cognome e dall’aver lasciato quel mondo ben lontano, alle sue spalle. Almeno fino a quando il nome di Danny risuona come unico colpevole di un delitto a lei indirettamente assegnato; è proprio lì che i ricordi prendono il sopravvento e le impediscono di esaminare razionalmente la questione, spinta come da una furia cieca ed indomabile insieme alla volontà di scoprire quale verità sia celata dietro il ridondante e scomodo nome dei Klingberg.
Da questo momento in poi le due linee di narrazione inevitabilmente si intrecciano creando un quadro sempre più affascinante e complesso dove il punto di forza risiede proprio nella psicologia di questi due personaggi che l’autore non pone mai per scontato. 
Affascinante come sono gli elementi esoterici, magici e di pura superstizione che vengono inseriti nei punti giusti, pagina dopo pagina, pizzicando le corde più sensibili di ogni lettore: quelle dell’ imprescindibile curiosità che lo spinge ad indagare sempre più a fondo, spingersi oltre il limite e trovare risposte in una nebbia indomabile di domande e vane supposizioni!
E in questo Vallgren si dimostra un assoluto maestro nel saper giocare con la mente del suo lettore!
Un trama sapientemente intessuta di colpevoli, di moventi e di indizi che si affacciano, pagina dopo pagina, durante l’ intera narrazione rende questo thriller razionale, ben costruito, logico ed irresistibile. L’empatia che si crea con i suoi personaggi – anche quelli minori o a malapena accennati – è rafforzata da un ritmo crescente ed avvolgente, permesso da uno stile linguistico quasi fulmineo e frenetico che spinge il lettore ad una lettura vorace ed irrefrenabile per liberare ogni zona d’ombra e dare risposta ad ogni domanda che , ancora, pulsa incessante nella sua mente.

Un romanzo che mi sento di consigliare senza se e senza ma. 
Ne resterete semplicemente estasiati! 

E ora la parola passato naturalmente a voi.. 
Cosa ne pensate, Lettori, di questo romanzo dalle atmosfere fredde e coinvolgenti?
Lasciatemi la vostra opinione nei commenti :) 
Cristina

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