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RECENSIONE : Trilogia del Ritorno di Fred Uhlman

Buongiorno Lettori.
Come avete trascorso questo lungo ponte di inizio Giugno?
Ieri mi sono completamente rilassata insieme agli amici con il consueto picnic del 2 giugno tra pranzo fatto in casa, partite infinite a pallavolo ed escursioni pomeridiane.. tornando a casa praticamente distrutta!
Ed oggi torno da voi con una nuova recensione di una trilogia scoperta per puro caso all'interno di un gruppo che nulla a che fare con il mondo dei libri, ma che, per mia fortuna, è composto da persone che amano la lettura proprio come la sottoscritta.
Così, eccomi qui pronta a parlarvi della Trilogia del Ritorno di che vi avevo già presentato, insieme alle mie ultime adozioni libresche, proprio qui
Fred Uhlman è stato scrittore, pittore ed avvocato tedesco. La trilogia ha riscontrato subito un grande successo di pubblico e critica; nel 1989 ne è stato tratto il film L'amico ritrovato e più recentemente adattato per il palcoscenico, debuttando al New Theatre di Dublino.


« No, la vera bellezza ha bisogno di silenzio. Una sola parola può distruggerla. 
La bellezza, la grande bellezza, può essere dolorosa; ci sono momenti in cui si vuole solo piangere ed il rumore di una voce umana, di una macchina, di una radio, perfino il gracchiare di un corvo, possono essere tanto distruttivi quanto un sasso scagliato in uno stagno pieno di ninfee rosse e bianche.. »
Storia: 5 | Personaggi: 4 | Stile: 5 | Copertina: 4

Mi ritrovo a guardare la copertina di questa trilogia e non sapere da dove iniziare. Sarebbe semplicemente riduttivo presentarla come insieme di tre diversi racconti legati da un medesimo background storico, perchè La Trilogia del Ritorno è molto di più. E' come quando incontri uno sconosciuto per la prima volta e ti senti destino ad averlo affianco per tutta la vita: è un colpo quasi impercettibile, ma che ferisce. Senti la lama penetrare fino al tuo cuore, ma, allo stesso tempo, non ti capaciti di come quella sensazione di estenuante dolore possa renderti vivo, come mai prima di allora! 
E come ogni libro che merita attenzione e cura, è doveroso iniziare dalla prima pagina. 
L'amico ritrovato e Un'anima non vile rappresentano due facce della stessa medaglia; dove diversità, pregiudizi, dolore e morte vengono proposti sotto due punti di vista diametralmente opposti, sotto due luci così diverse che finiscono per diventare una cosa sola. Quella rara amicizia che dovrebbe superare ogni ostacolo, destinata a durare per sempre. Ed è questo meraviglioso e prezioso sentimento che lega Hans e Konradin, due ragazzi e compagni di classe di un liceo in quella Germania che, di lì a poco, sarà definitivamente sconvolta, distrutta, cambiata dall'odio di un uomo incapace di essere fermato, conducendo uomini, donne, ragazzi e bambini verso un baratro che sembrerà senza fine, andando a delineare una delle pagine più buie della storia contemporanea e moderna: l' Olocausto. I primi due racconti sono complementari, raccontando la medesima storia, ma con due voci narranti diverse, quasi opposte. La storia è quella di una profonda amicizia nata tra i banchi di scuola in una Germani agli albori del movimento nazionalsocialista che condannerà presente e futuro di una popolazione sola, confusa ed in evidente difficoltà. 
Una storia di rispetto e di sacrificio che mi è arrivata dritta al cuore come una pugnalata improvvisa; una vicenda che rende inevitabilmente impotenti dinanzi alla follia del Nazismo, delle sue idee e delle sue imprevedibili conseguenze. Sono due storie profondamente diverse! 
Hans ne L'amico ritrovato non riesce a comprendere il tradimento del suo migliore amico; non riesce a capire come abbia potuto abbandonare i suoi ideale, gli stessi che condivideva con il suo giovane amico ebreo, e sottostare agli incomprensibili slogan di una madre cieca dinanzi agli sproloqui incoerenti di un folle fino a scoprire l'ultima verità sfogliando un vecchio album del loro vecchio liceo dove, nero su bianco, era scritta e manifestata la vera natura di un uomo coraggioso che mai era cambiato; Konradine, invece, ne Un'anima non vile tenta di ricostruire quel legame che non poteva essere perduto, rivelando all'amico in quella che si rivelerà, poi, la sua più grande eredità, tutta la verità attorno alla sua scelta ed attorno a quel presunto tradimento che aveva seriamente rischiato di corrompere la sua anima. Ma la sua anima era salva, lo era sempre stata! Era solo troppo debole, in fondo era solo un ragazzo!, per ribellarsi al volere di una madre, troppo forte, troppo presente.. ed incapace di realizzare quanto quelle parole fossero aberranti e sbagliate, quanto quei suoi gesti sarebbero stati la causa stessa della perdita del bene più caro e prezioso: l'amore ed il rispetto del suo stesso figlio! 
Il terzo racconto, invece, pur presentando le medesime tematiche e sofferenze dei precedenti, l'ho vissuto con maggiore distacco ed emozione. 
In questo ultimo atto, viviamo insieme a Simos Elsas il ritorno alla terra natia; a quella Germania così diversa da come la memoria possa mai ricordare e profondamente distrutta nell'anima e nell'orgoglio. 
Un breve soggiorno che lo porterà ad incontrare un suo vecchio gruppo di amici da cui vorrebbe solo allontanarsi e fuggire lontano; e Charlotte, un suo vecchio amore, oramai logorata e distrutta dagli orrori della guerra.. 
« Mi auguro che questa vita sia l'unica da vivere, indubitabilmente. 
Niente resurrezioni, per favore. D'inferni ne basta uno.. »

Simon si mostra come un uomo privo di speranza per il futuro, non crede che qualcosa di bello possa ancora accadere, troppi mostri ha incontrato nella sua vita e quelli, si sa, non possono essere facilmente cancellati.

La Trilogia del Ritorno è molto più di un'opera letteraria, è un puro gioiello che deve essere conosciuto, vissuto e condiviso. Una bellissima scoperta, per quanto mi riguarda, decisamente inaspettata ed improvvisa che ha lasciato dentro di me le emozioni più diverse e sono certa, se non lo avete ancora letto!, non potrà MAI lasciarvi indifferenti..

Fatemi sapere cosa ne pensate, Lettori..
Cristina

1 commento

  1. Come ben sai questo libro è stato il mio primo colpo di fulmine letterario e, leggere la tua recensione, mi ha fatto commuovere... Lo hai sentito tanto quanto lo sento io ogni singola volta che lo rileggo e lo hai saputo sapientemente esprimere a parole! Recensione fantastica!!!

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