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RECENSIONE: La Lottatrice di Sumo di Giorgio Nisini

Buongiorno Lettori.
Sinceramente non conoscevo questo autore se non di nome e il mio non essere propensa verso scrittori italiani mi ha sempre tenuto un po' lontano da questa parte di mondo letterario; una parte, devo ammettere, che è formata da scrittori di talento con uno stile forte e d'impatto, ma anche fresco e trascinante, indubbiamente emotivo e capace di catturare il lettore con parole che si trasformano quasi in musica. Proprio come Giorgio Nisini « che ha la capacità di condurre il lettore, e il suo protagonista, sul terreno paludoso del dubbio, senza rivelare ma solo suggerendo ipotesi.. »
Ringrazio la casa editrice Fazi Editore per aver messo a mia disposizione questa interessante, spirituale ed itinerante lettura.

« Fu un'immagine netta, tagliente, che lo fece precipitare dentro una voragine di tristezza che non aveva mai provato prima. Era come se la sua morte fosse diventata di colpo concreta, un passaggio dal pieno vuoto così repentino da lasciare in sospensione solo ricordi vaghi della sua vita.. »

Prezzo : 18.00€ | Pagine : 320
Giovanni Cadorna è un fisico alla soglia dei cinquant'anni. Dopo un divorzio e il successo raggiunto con la pubblicazione di un libro scettico sulla possibilità della vita oltre la morte, inizia a dubitare delle proprie certezze in seguito al ritrovamento di un dipinto che lo costringe a fare i conti con il passato e il ricordo di una donna, morta tragicamente più di venti anni prima.
Decisivo all'interno di un intreccio costantemente in bilico tra ossessione e raziocinio, ragione e occulto, risulterà l'incontro con Olga, figlia dell'artista esoterico presunto autore dell'opera che, insieme ad altre figure femminili cariche di significato, darà vigore ad una storia fino allo scioglimento della vicenda personale e familiare del protagonista come del mistero legato al quadro.

Dopo i primi due libri incentrati sul dubbio, Giorgio Nisini torna a parlare di incertezza confermandosi uno degli scrittori italiani più originali e visionari; con la sua scrittore avvolgente conferisce alla narrazione un tono dai contorni metafisici mettendo in scena, con la sua Lottatrice di Sumo la tormentata storia d'amore di un Orfeo moderno!
Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 3

Quello che rimane impresso nella mente, appena voltata l'ultima pagina de La Lottatrice di Sumo, è sicuramente la sensazione di aver vissuto, ma non concluso, un viaggio personale dentro i ricordi, attraverso il passato e mediante i momenti di una storia d'amore mai dimenticata. Forse coperta dalla vita, dalla sua frenesia, dalla voglia di ricominciare e di voltare pagina. 
Come è chiaro ed imprescindibile anche il contrasto interiore del professor Cadorna: da una parte le sue convinzioni, riportate nel libro che lo ha portato all'apice del successo professionale, e dall'altra parte un semplice quadro che, come un classico fulmine a ciel sereno, riesce a sconvolgere, riavvolgere e ricostruire ogni certezza, ogni suo punto fermo.

Ed il tutto ruota attorno ad un nome, quello di Margherita. Margherita ed il suo regalo, misterioso ed inaspettato, una tela nata chissà dove, di un autore sconosciuto e con un soggetto per nulla convenzionale: La Lottatrice di Sumo.
Ed è proprio attraverso questo quadro che la vita di Giovanni verrà letteralmente messa in discussione: un matrimonio fallito, una figlia che sembra sempre più critica e distante nei suoi confronti, condizionata da una madre presente e possessiva, un passato e lontano amore che torna a bussare forte alla porta del suo cuore.
Con questo libro Nisini ci accompagna attraverso il viaggio del dubbio che è più vicino a noi di quanto potremmo mai aspettarci. Quante volte capita che le nostre idee, che le nostre convinzioni, che la nostra stessa vita venga messa in standby per un' inspiegabile avvenimento o uno sconvolgente incontro? 
Quante volte siamo assaliti da dubbi che ci fanno dubitare delle scelte passate e di quelle presenti che potrebbero, inevitabilmente, costruire il nostro futuro?
Dubbio che è parte naturale di ogni essere umano!


Ed è quello che viviamo in questo romanzo per mezzo della voce, delle emozioni, dei timori ed dei ricordi del protagonista; attraverso un lungo peregrinare che lo porterà a rivedere e rivivere quel passato che credeva troppo lontano, riscoprendo quell'amore adolescenziale e quell'improvvisa perdita che è stata sempre lì, nascosta, nel suo cuore, pronta a tornare in superficie.
Da un punto di vista prettamente stilistico ho apprezzato il modo in cui viene presentata, sviluppata e mantenuta la coralità del romanzo per tutta la sua durata. Una coralità indubbiamente femminile: personaggi che hanno condizionato e condizionano, nel bene e nel male, la vita di Giovanni Cadorna, portandolo a rivedere le proprie scelte e le proprie convinzioni, se non in ultimo la propria vita.
Come Margherita di cui conosciamo direttamente poco, ma che viviamo attraverso i ricordi e le emozioni legate al protagonista ed Olga, figlia dell'esoterico e presunto autore del dipinto, che lo condurrà verso luoghi sconosciuti e convinzioni così lontane dal proprio raziocinio intellettuale!
La Lottatrice di Sumo oltre ad insinuare il dubbio nella mente del lettore, ma senza mai svelarlo, ponendo solo presunte ipotesi da confutare, è anche un romanzo che parla di amore paterno. 
Amore che, per quello che ho potuto recepire, rappresenta il perno di tutto quel velato senso di mistero che accompagna l'ultima calzante e ritmica parte del romanzo.
Quell'amore paterno che il nostro protagonista agognava di ritrovare con la propria figlia, scevro di rancori, dubbi, incertezze e condizionamenti esterni.
E' un romanzo capace di insinuare il dubbio su chi legge, di porre domande a cui, non sempre, è facile dare una risposta o, almeno, quella risposta che a noi piacerebbe sentire!
Giorgio Nisini riesce perfettamente in questo: attraverso la sua Lottatrice di Sumo e, soprattutto, attraverso gli occhi ed il cuore del suo protagonista, è possibile addentrarsi, con la naturale incertezza che ne deriva, in ricordi passati e attraverso domande scomode e necessarie, fino a comprendere che il nostro passato non se ne va' via semplicemente, ma continua, invece, ad essere presente e vivo a forgiare il nostro presente.

Cosa ne pensate di questo romanzo?
Lasciatemi le vostre impressioni nei commenti..
Cristina

2 commenti

  1. Che bella recensione Cri! Sembra molto interessante questo libro

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