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RECENSIONE: I Figli di Hurin di J.R.R. Tolkien

Casa Editrice : Bompiani
Prezzo : 12.90€
Pagine : 336
Buonasera Lettori.
Ieri notte ho terminato la lettura del mio regalo di Natale: un libro che volevo leggere da così tanto tempo, un autore che amo e venero come nessun altro ed un avvincente viaggio nella Terra di Mezzo assolutamente indimenticabile..

Hurin è un cavaliere, fraterno amico del suo re; è sposato con Morwen e ne ha avuto un primo figlio, Turin.
Quanto Turin è ancora bambino, Hurin deve partire per combattere contro il perfido signore del male Morgoth, che prima lo cattura e poi lo tortura per farsi dire dove si sono rifugiate le truppe superstiti. Poichè Hurin resiste, il signore del male lo minaccia: se non confesserà, a pagare sarà la sua famiglia. Per fortuna, nel frattempo, la saggia Morwen decide di allontanare Turin e lo manda da un re amico, Thingol.
Turin cresce e a diciassette anni si sente pronto per diventare anche lui cavaliere e andare alla ricerca di suo padre. Unendosi ad una banda, Turin si mette in viaggio e fra scorribande, assalti a tradimento e avventure di ogni genere, riesce a sfuggire agli uomini di Morgoth che lo inseguono di regno in regno.
Dopo essersi rifugiato presso un altro re, sotto falso nome, Turin arriva allo scontro finale.
Storia: 4 | Personaggi: 4 | Stile: 4 | Copertina: 4

« Si sprofonda a ritrovo nella preistoria e se la vicenda di Bilbo, di Frodo e di Aragorn è un mito, qui approdiamo al mito del mito.. »

Girando per il web, qualche ora fa, mi sono imbattuta su una frase che racchiude perfettamente la mia attuale difficoltà nello scrivere questo articolo : " Tolkien non si recensisce. Tolkien si legge! "
Ebbene, sono sostanzialmente d'accordo.
E' difficile descrivere a parole un'opera che è per sua stessa definizione complessa ed articolata; pensate un po' quanto sia ostico, impervio ed assolutamente complicato recensirla?
I Figli di Hurin è un'opera postuma, costruita perfettamente dal figlio, Christopher, riprendendo i vari
appunti lasciati dal padre. Questo libro è ambientato in un epoca molto lontana rispetto a Lo Hobbit e, di conseguenza, ancora di più dalle avventure di Frodo, della Compagnia e dell'unico Anello!

Quello che viene raccontato sono le gesta di un giovane uomo: Turin, figlio di Hurin, costretto a vivere lontano dalla sua famiglia, cresciuto dagli Elfi e mai sentito veramente parte del loro mondo e della loro cultura. I vari personaggi che si succedono nella lettura sono trattati con rispetto e dovizia di particolari, anche i più marginali sono presentati al lettore con attenzione e cura, senza lasciare nulla al caso, nulla di non detto, come se ogni esistenza fosse basilare ed essenziale al proseguo della storia.
Ne I Figli di Hurin ritroviamo la magia del mondo elfico: così profondo e misterioso, unico ed emblematico. Riviviamo la debolezza degli uomini: con le loro paure e le loro incertezze, con i loro difetti e le loro iniquità, con i loro errori e la persistente bramosia di vittoriose conquiste.
E' un romanzo che non manca di sconvolgere e di meravigliare, soprattutto per chi conosce la storia di Tolkien, il suo credo e le sue convinzioni. Pur nella sua complessità stilistica, Tolkien riesce perfettamente a catturare il suo lettore, ad avvinghiarlo alle sue pagine, senza perdere di vista il traguardo finale, senza mai allontanarsi dal quel ritmo narrativo che accompagna il visitatore fin dalle primissime pagine.

Come scrive Gianfranco De Turris nelle ultime pagine del volume : " la storia della Terra di Mezzo non è un ininterrotto confronto tra Bene e il Male, come in genere banalmente si afferma: piuttosto, tutto è per lo più legato alla Caduta, alla Morte e alla Macchina, come afferma lo stesso Tolkien... è un confronto tra un Potere Temporale Negativo ( inteso come brama di possesso, pervertimento di ogni valore, dominio violento su corpo e menti, sopraffazione e menzogna ) e Autorità Spirituale Positiva.. "
Tolkien ha suddiviso questa storia in migliaia e migliaia di anni, andando ad individuare tre specifiche Ere; ognuna delle quali si è concluso con un' epica battaglia tra potere ed autorità, con la vittoria della seconda e con quella forza malvagia, conosciuta sotto nomi e forme ben diverse, capace di riprendere sempre maggiore forza e vigore.
A prescindere da quanto conosciate ed apprezziate il mondo tolkeniano, questo romanzo rimane assolutamente a sè! Sono fiduciosa che, pur nel remoto caso in cui non vi siate ancora approcciati al fantasy puro, questo potrà essere il primo passo verso un mondo che vi saprà conquistare, sorprendere ed emozionare.

Cosa ne pensate di questo romanzo? Avete letto altre opere di J.R.R. Tolkien?
Lasciatemi le vostre impressioni nei commenti..
Cristina

2 commenti

  1. l'ho letto anch'io qualche anno fa anche se non è proprio il mio genere, ma è diventato uno dei miei romanzi preferiti (nonostante il finale traumatico)! *^*

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  2. Letto e anche il Silmarillion, tutti i libri di Tolkien meritano di essere letti!

    RispondiElimina

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