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RECENSIONE : L' Inganno delle Pagine Segrete di John Harding

Salve Lettori!
Durante l'ultimo viaggio da pendolare, ho terminato la lettura di L'inganno delle pagine segrete di Harding che, nella mia più totale sbadataggine, ho scoperto - solo in un secondo momento! - non essere null'altro che il seguito de La Biblioteca dei Libri Proibiti.
Ma andiamo con ordine..

Prezzo : 16.40€ | Pagine : 272
L'istituto con le sue antiche torri svetta solitario sull'isola sferzata dal vento. Quella è l'unica casa che Jane conosce.
Perchè Jane, bellissima e silenziosa, non ricorda chi è. Non ricorda la sua età nè da dove proviene.
Nel buio e tetro edificio la sua stanza preferita è la biblioteca. Sente come uno strano richiamo che la attira verso quel luogo, a lei proibito.
Fino al giorno in cui arriva qualcuno in grado di aiutarla: il dottor Sherperd crede che i libri abbiano il potere di arrivare nel profondo delle persone. Il potere di far ritrovare sè stessi. Giorno dopo giorno i versi di Shakespeare e i romanzi di Charles Dickens fanno riaffiorare piccoli frammenti nella memoria di Jane.
E quando fra i corridoi dell'istituto cominciano a riecheggiare rumori sinistri e avvengono morti misteriose, non c'è più tempo! I loro destini sono legati. L'uno ha bisogno dell'altra. Ma non è semplice affidare la propria vita nelle mani di qualcuno se non ci si può fidare nemmeno di se stessi.

« Uno scrittore coraggioso. 
Un modo straordinario di raccontare l'infanzia e le sue paure.. »
Storia: 2 | Personaggi: 3 | Stile: 2 | Copertina: 3

L'inganno delle pagine segrete è un titolo sostanzialmente fuorviante che può portare il lettore ad immaginarsi una determinata trama per poi ritrovarsi in una realtà molto diversa - a tratti anche deludente - come accaduto in precedenza con La Biblioteca dei Libri Proibiti.
In questo romanzo, ci ritroviamo immersi in un'ambientazione assolutamente gotica e colma di mistero a partire dal suo protagonista - o meglio uno dei tanti! il Dott. Sheperd: un uomo che porta con sè mistero e segreti da cui fugge e sarà costretto a fuggire per tutta la vita.
In realtà John Harding non si sofferma molto nel farci scoprire il suo passato o la ragione di quei silenzi, lasciando al lettore la piena responsabilità di risolverne il mistero e di rivelare i suoi inganni.
Ma il manicomio, ambientazione perfetta per questo genere di romanzo, racchiude enigmi e segreti che vanno ben oltre la superficie, ma che risiedono in tempi passati, in storie taciute e in rivelazioni che, con estreme conseguenze, verranno portate alla luce.
Personaggio sicuramente affascinante, quanto silenzioso ed enigmatico è Jane Dove, ragazza apparentemente persa e fragile, incapace di relazionarsi con il mondo ed affetta da una profonda amnesia che l'ha condotta, passo dopo passo, in quella prigione da cui non riesce a vedere una via di fuga. Solo proseguendo avidamente con la lettura ci rendiamo conto che questo personaggio non ci è affatto nuovo: pagina dopo pagina, frammento dopo frammento, i pezzi tornano ad incontrarsi, ad unirsi e a combaciare perfettamente. Jane non è altro che la piccola Florence, protagonista della Biblioteca dei Libri Proibiti.

Le vite di questi due personaggi finiscono inevitabilmente per incontrarsi, ognuno per diverse ragioni ed interessi personali che verranno rivelati solo alla fine.
Il romanzo si presenta come un racconto assolutamente intrigante e accattivante grazie allo stile proprio di Harding, capace di attrarre il lettore nella sua rete, di coinvolgerlo al massimo, pagina dopo pagina, senza perdere mai quel senso di naturale curiosità che rende il destinatario di queste pagine bramoso di sapere, di conoscere, di arrivare alla verità.
E questo è sicuramente l'aspetto positivo!
Quello che non capisco, in tutta onestà, è la scelta italiana del suo titolo che, come detto all'inizio della recensione, conduce il lettore in un incolpevole errore. La lettura, i libri, la biblioteca sì sono presenti, ma non sono sicuramente il motore o centro di questo romanzo, diciamo che, al massimo, sono un piacevole contorno.
Senza entrare nel merito del finale, per evitare non voluti spoilers, mi sento di ripetere quanto scritto, mesi fa su Anobii, in merito alla Biblioteca dei Libri Proibiti :


« Il finale scorre veloce, troppo veloce! Come se l'autore avesse fretta di concludere.. 
Rimane una lettura piacevole che, a mio modesto avviso, poteva raggiungere qualcosa di più se strutturata e curata meglio.. »

ed è essenzialmente quello che ho pensato durante la lettura delle ultime pagine del libro.
E' un romanzo che presenta molti punti in sospeso. Un romanzo che lascia dietro alle spalle conseguenze, scelte e comportamenti che Harding non sottolinea, non spiega, non racconta o non vuole affrontare, magari in attesa del prossimo romanzo.

Avete letto il libro? Cosa ne pensate?
Lasciate le vostre considerazioni nei commenti..
Cristina

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